Sesso – Cap X
DIALOGO CON MIA FIGLIA
Matrigna: madre ostile, nemica.
-Parola di vocabolario-
Madre senza doglie
quanto infinito amore
mi ha spinto a questa figlia:
a leggerla negli occhi
a stringerle la mano
a vivere i suoi passi
ingresso in questo mondo.
“Mamma, parlami di quando sono nata”.
“Ti ho partorita
nel tempo delle attese
tra carte bollate
e assurde domande”.
“Raccontami tutto, ti prego!”
“Ti ho partorita
nelle notti stanche
saliva il tuo respiro
finiva nel mio canto”.
“E poi? Continua mamma”.
“Ti ho partorita
nei giorni della luce
delle fiabe, dei giochi
costruzioni di amore”.
“E gli altri, ti capivano gli altri?”
“Li ho perdonati
la Vita e’ bella,
non li ho ascoltati
la Vita e’ grande,
a volte ho pianto
la Vita e’ sacra”.
“Ma dimmi, chi ti ha insegnato a far la mamma?”
“Nessuna scuola
nessuna facolta’,
non e’ un mestiere
e’ solo Amore”.
“Mamma, ho scritto una poesia per te…”
“Per me
hai camminato piano
per me
hai corso a perdifiato
per me
tu hai pregato forte
per me
hai perdonato tutto
per me
sei stata sempre Amore.
E quando io donna
ti ho chiesto di volare
per me hai creato ali
e sei rimasta li’
fiera del mio andare.
Per tutto questo
e altro ancora
io ti ringrazio, mamma”.
-Parola di tua figlia-
MADRI
Terre generose
di solchi scavati
a disegni d’amore
e campi, fioriti
di lunga fatica.
Custodi
di ore segrete
capaci
di antiche promesse.
Ombre di sonno
lasciato a domani.
Dentro di voi
il silenzio dell’attesa
esplode
nell’urlo della vita.
E le parole mancano
per raccontarvi.
CHIAROSCURO
Non avere paura, amico
non avere paura della notte
e neanche del giorno,
il buio fiorisce i tuoi sogni
la luce avanza i tuoi passi.
Non avere paura della morte
e neanche della vita
spazio di tempo che si consuma
tra l’essere e il divenire.
Siamo tutti figli della luna
siamo tutti figli del sole,
noi, oltre la terra vivi,
progetti eterni di amore.
MARIA ROSARIA VISCONTI, INCONTROLUCE
poesie con interpretazioni di Luisella Rolle
LORENZO EDITORE












