Caro Beppe,
chi ti scrive non è un uomo di 41 anni sposato con una moglie alla quale vuol bene;
non è neanche un meridionale che non solo vive in Italia con i suoi problemi e le sue assurdità, ma anche nel sud con la sua DRAMMATICITÀ’;
non è neanche un pentito della sua “fede” di uomo di sinistra, nella cui indolente mediocrità si può descrivere la sua vita senza ne disonore ne gloria, come d’altronde il partito nel quale io credevo, ma oggi ti vuole scrivere il padre di una splendida bambina di quasi tre anni. . .
Caro Beppe sono il padre di Flavia,
la più bella cosa che il mondo possa aver ricevuto in regalo, l’unico motivo per il quale poter credere in un disegno Divino per quello che accade nelle nostre terre abbandonate da tutti; il sole che splende in terra, una terra scura, rossa come il fumo e i minerali delle industrie che la stanno uccidendo, che ci stanno ammazzando.
Il grido di dolore che oggi voglio urlare a tutti ed a te in particolare non è per me, ma per la pura e inconsapevole creatura che incoscientemente ho messo al mondo, da scellerato quale sono senza rendermi conto del mio egoismo nel voler “crescere e moltiplicarmi”.
Caro Beppe devi credermi quando ti scrivo che a volte non ho neanche il coraggio di guardarla negli occhi per perdermi in quel mare di felicità, devi credermi quando ti scrivo che non ho il coraggio di assaporare appieno i momenti di infinita gioia che un suo bacio, un abbraccio o una sua incontenibile risata possono darmi, perché mi sento colpevole, penso sempre e sempre più spesso al male che le ho fatto nel farla nascere in una famiglia mediocre, in un posto d’inferno.
Si caro Beppe perché io e soprattuto mia figlia siamo nati a TARANTO!!!!!
Fonte: Beppegrillo.it












