25/09/2009, Debito Ecologico

settembre 27th, 2009 by Francesco
ESTRAGGO-DILAPIDO

ESTRAGGO-DILAPIDO

 

Il giorno 25/09/2009 abbiamo esaurito le risorse che il nostro pianeta Terra, la nostra Casa, ci ha messo a disposizione per l’ anno 2009. 

Dal giorno 26 si va a debito fino al 31/12/2009. Prosciugato il conto corrente, iniziamo a intaccare il patrimonio. Di questo passo, a questa velocita’, in poco tempo dilapideremo anche il patrimonio di Madre Natura.

Ogni giorno la nostra comunita’ accatasta migliaia di cassette nuove di zecca di plastica, legno, cartone ( contenenti montagne di organico ).

Ogni giorno un camion per conto di Enia con lo slogan ” la terra ti nutre, restituisci il favore alla terra ”  carica, compatta, trita, macina e va a bruciare.

Cosi’ dobbiamo ritornare in Iraq a prendere altro petrolio per rifare un’ altra cassetta di plastica nuova di zecca per bruciarla dopo appena il primo utilizzo.

Dobbiamo tornare nel bosco a riprendere altra legna per rifare un’ altra cassetta di legno e cartone nuove di zecca per bruciarle dopo appena il primo utilizzo.

ESTRAGGO -  DISTRUGGO

ANZI, PARDON…

DILAPIDO !!!

LA MATERIA NON SI DISTRUGGE.

SI TRASFORMA !!!

DALLO STATO SOLIDO, GROSSOLANO E INNOCUO PER LA NOSTRA SALUTE,  TRASFORMIAMO TUTTA QUELLA MATERIA IN STATO GASSOSO E SOLIDO PARTICELLARE FINE E ULTRAFINE !!!

Che stolti che siamo !!!

Perfino l’ Arpa ha capito che fine e’ peggio.

Noi prendiamo quegli oggetti nuovi di zecca allo stato solido grossolano utili per la nostra vita, innocui per la nostra salute, e li trasformiamo in gas e ceneri e polveri ultrafini mortali per la nostra salute.

RICORDATE SEMPRE IL BILANCIO DI MASSA !!!

Poi ci stupiamo se in Italia si respira sempre peggio !

Le cassette in esame sono solo un esempio.

Tutte le categorie merceologiche della nostra comunita’ sono interessate ( farmacie comprese ).

Ci stiamo facendo cosi’ male !!!

I tumori nei nostri bimbi stanno crescendo vertiginosamente e noi stiamo qui a dibattere se e’ opportuno o no il crocifisso in aula !!

Che senso ha mettere il crocifisso in aula se poi deliberi contro creato e creature?

Che senso ha mettere il crocifisso in aula se poi usi giornali e telegiornali per dire queste bugie?

“ DA QUESTO tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri ” Gv 13,35

NON DA UN CROCIFISSO IN AULA !!!

GUARDA COSA ABBIAMO DELIBERATO IN QUESTI DECENNI CON I CROCIFISSI IN AULA:

 

Distrutti, negli ultimi 20 anni, 250 milioni di ettari di foreste tropicali, pari a una superficie più di 8 volte l’Italia.

 

760 milioni di tonnellate di humus persi nell’ ultimo secolo

ci vogliono quasi 500 anni perche’ si formino 2,5 cm di quel ricco strato di microrganismi e flussi di nutrienti che noi stiamo consumando ad una velocita’ vertiginosa…stiamo perdendo suolo 5.000 volte piu’ velocemente di quanto se ne formi in natura

e’ in atto un’ estinzione di massa: la piu’ grande ondata di estinzioni dalla fine del cretaceo 65 milioni di anni fa quando avvennero gli eventi che cancellarono i dinosauri dalla faccia della terra

quante e quali specie possono essere cancellate da un ecosistema prima che l’ intero sistema collassi?

la pressione che l’uomo esercita sull’ ambiente ha gia’ oltrepassato il livello di sostenibilita’ e non puo’ essere mantenuto per piu’ di una generazione

purtroppo l’ impronta ecologica umana si va ancora espandendo…” ( I Nuovi Limiti dello Sviluppo, Donella & Dennis Meadows & Jorgen Randers, ed. Oscar Saggi Mondadori )

 

Il passato e’ passato.

Cristina Sassi, Pietro Vignali, Vincenzo Bernazzoli, Giancarlo Castellani…se mettete la firma sotto a un corretto stile di vita tutta la polis ne beneficia, se mettete la firma sotto a un cattivo stile di vita ci avvelenate come i topi !!!

“…il danno e’ accertato e grave…se l’ umanita’, dopo aver capito qual e’ l’ entita’ della distruzione che sta producendo, quando anche non abbia mai avuto l’ intenzione di causarla, non fa qualcosa per cambiare si rende complice di una STRATEGIA DELLA TRAGEDIA. Il momento e’ ora. Da domani si parlera’ di negligenza. ”  Dalla Culla alla Culla, Blu Edizioni Torino.

Sindaco, Assessori, Presidente…se perseveriamo nel nostro sforzo pedagogico siamo certi che l’ umanita’ prendera’ la strada piu’ saggia, lungimirante, la strada dell’ amore.

Cogliete l’ attimo.

To change !

Domani sarete negligenti.

 

 

 

“Buongiorno, sono Mathis Wackernagel, presidente della Global Footprint Network. Siamo un centro studi internazionale con sede a Oakland, Brussel e Zurigo dove collaboriamo con circa 100 partner per portare il tema dei limiti ecologici all’interno dei centri decisionali. Oggi 25 settembre 2009, ndr) è un giorno speciale, è l’Overshoot Day, “la giornata del debito ecologico“.
Cosa significa? Tutte le risorse che abbiamo consumato come umanità, comunque le consideriamo, a partire dal primo gennaio 2009 fino ad oggi sono tutte quelle che il pianeta Terra può rigenerare nel corso del 2009. Abbiamo utilizzato per intero il budget 2009 e per il resto dell’anno dovremo indebitarci. Cosa possiamo fare con questa informazione? In un certo senso è un po’ come disporre di informazioni sul tuo conto corrente bancario. Se spendi più di quello che guadagni per un arco temporale considerevole, prima o poi finisci in bancarotta. Non è diverso con le risorse naturali. Se continuiamo con questo processo, prima o poi finiremo in bancarotta ecologica. Che è più difficile da affrontare della bancarotta economica. Perché le banconote si possono stampare, le risorse naturali no.
Cosa possiamo fare? La prima cosa è considerare i processi ecologici importanti tanto quanto quelli economici e riconsiderare il modo in cui spendiamo le risorse e le amministriamo. La maggior parte delle nostre politiche si fonda sulla domanda: “come possiamo incrementare le attività economiche, quale che sia il costo in termini di risorse necessario?”. Semplicemente ipotizziamo di consumare una quantità sempre maggiore di risorse, ogni anno. Dobbiamo trovare un modo di mantenere il nostro benessere utilizzando esclusivamente le risorse che la Terra è in grado di produrre.
Come facciamo? Dobbiamo prestare maggiore attenzione al modo in cui costruiamo le città. Solo un esempio. Siena, in Italia, che ha una buona qualità della vita, usa circa un terzo delle risorse per persona rispetto a Houston, Texas. È certamente un primo passo. E personalmente, preferirei vivere a Siena piuttosto che a Houston. Il modo in cui costruiamo le città determina in modo sostanziale il modo in cui utilizziamo le risorse. Ciononostante, se tutti vivessimo come si vive a Siena, ci vorrebbero tre pianeti Terra per sostenere questo stile di vita per ciascun abitante del mondo.
Cos’altro possiamo fare? Naturalmente dobbiamo sostenere e spronare i nostri governi per essere molto più pro-attivi in materia di cambiamenti climatici. Le emissioni di CO2 contribuiscono per circa il 50% all’impronta ecologica dell’umanità. Per paesi come l’Italia, molti altri paesi industrializzati, le emissioni di C02 sono responsabili del 70% dell’impronta ecologica del Paese. Se saremo in grado di ridurre drasticamente le emissioni di C02 – e gli scienziati chiedono di ridurre dell’80% le emissioni entro l’anno 2050 – colpiremo anche il problema dello sforamento. La cosa difficile è gestire questa sfida senza spostare il problema altrove. I biocarburanti, per esempio, potrebbero ridurre le emissioni di C02, ma produrrebbero un enorme impatto in altri contesti, come le foreste vergini e le foreste tropicali per la produzione di olio di palma. Dobbiamo affrontare il problema e non semplicemente spostarlo altrove.
Ci sono grandi opportunità per i nostri governanti per siglare accordi importanti. La prima è quella di questa settimana a New York, l’assemblea ONU per la settimana del clima, dove molti leader e diplomatici si sono riuniti per preparare l’incontro di Copenhagen di dicembre, sul quale abbiamo grandi aspettative. L’altra è l’incontro del G20 di Pittsburgh, sempre in questi giorni, dove ci si troverà per preparare l’agenda di Copenhagen (incontro mondiale sui cambiamenti climatici).
È probabile che molti di noi resteranno delusi dagli accordi che si prenderanno a Copenhagen perché potrebbero essere non sufficientemente forti. Nel qual caso saremo chiamati a reagire con ancor maggior forza. In un mondo senza un accordo di Copenhagen forte, si avrà maggior confusione e disordine. I paesi dovranno attrezzarsi ancor più velocemente alla ristrettezza di risorse. Viviamo nella speranza che altri agiscano al nostro posto. Ma in un mondo che sfora continuamente il bilancio ecologico, se noi cittadini non siamo pronti a vivere in modo efficiente saremo noi a soffrire per la scarsità di risorse. Dobbiamo quindi agire localmente, sia nel caso Copenhagen produca accordi forti, sia in caso contrario.
Un’altra cosa che possiamo fare è conteggiare. Così come teniamo conto dei movimenti del nostro conto in banca, ogni nazione dovrebbe tener traccia dell’ammontare di risorse biologiche disponibili nel Paese, di quante ne vengono sottratte e di quante ne vengono utilizzate.
Se desiderate conoscere la dimensione della vostra impronta ecologica, visitate il nostro sito. L’Italia non è rappresentata, ma c’è la Svizzera, simile all’Italia, e potete fare il test in Italiano. Andate su www.footprintnetwork.org/calculators e sarete in grado di conoscere la dimensione della vostra impronta ecologica.”

from: http://www.beppegrillo.it/2009/09/mathis_wakernag/index.html

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4 Responses

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