venerdì, gennaio 15th, 2010 | Author: Francesco
CENTRO RICICLO VEDELAGO

CENTRO RICICLO VEDELAGO

 

 

*Rifiuti, la manager di Vedelago: vi faremo risparmiare il 30%*
Parla Carla Poli, che gestisce l’impianto a riciclo totale: I 14 milioni
per l’attuale progetto della Baraccola? Ne bastano quattro volte meno

/di GIAMPAOLO MILZI/

Al posto della costosa tassa per i rifiuti che vige ad Ancona, il forte
risparmio del sistema a tariffe. Il secondo già funziona in provincia di
Treviso, soprattutto grazie al rivoluzionario metodo impiantistico di
trattamento e selezione inventato ed esportato dalla “Centro Riciclo
Vedelago srl”. Se questo metodo venisse importato nel capoluogo
marchigiano, come il Comune sembra disposto a fare, un cittadino
anconetano che risiede in un appartamento di 80 metri quadri potrebbe
cavarsela sborsando anche 80, 90 euro l’anno. Piuttosto che i 125 che
paga oggi per la Tarsu. Dipenderebbe dalla sua virtuosità nel praticare
il compostaggio a casa, nel collaborare al massimo e ottenere bonus per
una raccolta “porta a porta”, come avviene nel Trevigiano, ai livelli
più alti di diversificazione e precisione possibili.
Insomma, questa rivoluzione, per funzionare, spiega Carla Poli,
direttrice della società della cittadina di Vedelago, vicino Treviso,
presuppone «a monte una differenziata alla massima potenza, a valle la
nostra capacità di riutilizzo tramite vendita sul mercato
dell’indifferenziato secco residuo fino al 99% e in mezzo un impianto di
lavorazione come quelli che progettiamo noi». Funzionerebbe anche nel
territorio provinciale di Ancona? «Certo, assicurando rispetto
dell’ambiente, aumento dell’occupazione e grande risparmio economico».
Una specie di Re Mida dei rifiuti, Carla Poli, che grazie al suo
impianto innovativo e alle consulenze della sua equipe già si occupa dei
rifiuti dei 4 consorzi intercomunali della Provincia di Treviso (dove i
cittadini, ad esempio, per lo smaltimento di carta e cartoni non pagano
nulla) e dal novembre 2009 ha consentito al bacino allargato di quella
di Sassari di rendere operativa la prima fase del medesimo progetto
impiantistico.
Il metodo Vedelago rimette del tutto in discussione l’antiquato e
superato modello progettuale dell’impianto di trattamento e selezione,
tutto basato “sull’asciugamento” del secco e su esigenze del 2001,
proposto dal Consorzio Conero Ambiente e da realizzare alla Baraccola.
Che potrebbe costare intorno ai 14milioni di euro. E peraltro
continuerebbe a partorire una notevole quantità di materiale residuo da
avviare con grande spesa in discarica. «Con 14 milioni ne potremmo
costruire quattro di impianti della nostra tipologia – spiega la manager
dal pollice verde -. E uno di questi quattro, di massima, basterebbe per
le esigenze di tutto il territorio della provincia di Ancona. Di massima
perché bisognerebbe fare una progettazione ad hoc». La provincia di
Ancona ha 476mila abitanti, quella di Sassari ne conta 336mila. Chiaro
che se l’impianto “made in Vedelago” è partito nella seconda, può
partire anche per la prima, alla Baraccola. Ma che impianto potrebbe
essere? «Un impianto solo per la frazione secca, con due linee. Una di
selezione per ciò che arriva dalla raccolta differenziata spinta,
l’altra per trattare il residuo, soprattutto imballaggi di polistirolo e
plastica, che diventa granulato da rivendere alle industrie. Un sistema
che garantisce produzione di materie prime e seconde da reimmettere nel
mercato, destinato ad eliminare le spese del conferimento in discarica».

*Comune pronto a convertirsi alla nuova tecnologia*
*Il primo esame tocca alla Commissione Bilancio*

La possibilità di rivoluzionare il ciclo dei rifiuti seguendo l’esempio
del “modello Vedelago” sarà il piatto forte della riunione della
commmissione Bilancio prevista per oggi in Comune. Ci saranno infatti i
consiglieri comunali Eugenio Duca di “Sinistra per Ancona” e Andrea
Quattrini, che quel metodo – incentrato su un impianto di trattamento e
selezione innovativo e finalizzato al massimo riciclo – l’hanno studiato
nel corso di una loro visita alla società di Vedelago, nel Trevigiano,
che l’ha inventato e rodato in vari sitio in Italia. E ci sarà anche il
presidente di Anconambiente, Lino Secchi. Il quale ieri ha di nuovo
sottolineato come “il consorzio Conero Ambiente debba studiare nuove
soluzioni più efficaci rispetto a quella del modello progettuale
standard (e superato, ndr.) che ha proposto per l’impianto di
trattamento e selezione che dovrà sorgere alla Baraccola”. All’odg della
commissione comunale Bilancio, c’è l’esigenza di rivedere e
razionalizzare al massimo tutto il ciclo rifiuti, sull’onda della
crescente operatività della raccolta differenziata. Un’esigenza, assieme
a quella di riprogettare l’impianto della Baraccola, espressa anche
dall’assessore comunale alle Aziende, Franzoni, che incontrerà presto i
vertici di Conero Ambiente, dall’assessore provinciale all’Ambiente,
Mariani, e dal capogruppo Pd in Consiglio comunale, Benadduci.

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One Response

  1. [...] ma anche in provincie del Lazio, Lombardia, Sardegna, Sicilia, Piemonte, Campania…. Ad Ancona, proprio in questi giorni, è in atto in Consiglio Comunale  un ripensamento dell’intero [...]

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