I rifiuti che diventano una grande risorsa, il conferimento in discarica e l’incenerimento archiviati come metodi del Medioevo, le casse del Comune, l’ambiente e l’indotto occupazionale che sorridono. Un’eco-rivoluzione nello smaltimento possibile anche ad Ancona. Perché è già concreta in Veneto, Lazio, Sardegna, Sicilia. Una rivoluzione, avviata dalla “Centro Riciclo Vedelago” rsl, che sta tutta, appunto, nella massimizzazione operativa della formula del riciclo. E’ il contributo – il primo – che i due consiglieri “corteggiati” da Benadduci per un possibile allargamento della maggioranza, Andrea Quattrini (Lista Grillo) ed Eugenio Duca (Sel) mettono a disposizione di Gramillano. «Siamo di fronte – dicono – a un’idea innovativa. Ci farà risparmiare soldi nella realizzazione del ciclo e si potranno avere utili dalla commercializzazioni su vasta scala di ciò che si è riclato». Reduci da una visita guidata agli impianti della “Centro Riciclo” nella cittadina di Vedelago, vicino Treviso, Duca e Quattrini propongono un sistema di trattamento iper-selettivo dei rifiuti solidi urbani della frazione secca, capace recuperare il 98,8% del conferito e rivenderlo in Europa, a Singapore, in India, in Cina. Il sistema, premiato dalla Ue, appena inaugurato dall’ente Provincia di Roma, che ha seguito l’esempio di quella di Sassari, è già realtà a Treviso e a Caltagirone. A monte si perfeziona la raccolta porta a porta; a valle, grazie ad impianti high-tech e all’impiego di personale specializzato – il centro e la società di Vedelago danno lavoro a 65 persone, il know out fornisce studi e consulenze per impianti mirati alle esigenze di diversi bacini territoriali – l’indifferenziato (imballaggi vari, vetro, lattine, plastica, acciaio, alluminio, metalli in genere, carta, elettrodomestici…) viene separato ai più alti livelli di precisione; ciò che resta viene riciclato attraverso la vendita ad aziende e consorzi della filiera Conai, o a una multinazionale svedese, per poi essere riutilizzato in particolare nei settori imprenditoriali dell’edilizia e dei materiali plastici. Perché quel “resto” vale moltissimo, in certi casi quasi oro, come l’alluminio, che gli esperti di Vedelago sono capaci di ottenere in composizione “pura” (cioè priva di residui di altri rifiuti). In media vale, sul mercato del riciclo industriale, otto volte di più di ciò che esce da un impianto di trattamento e selezione classico. Come quello che Conero Ambiente, su avallo del Consiglio comunale, progetta di realizzare alla Baraccola. Ancona è partita col piede giusto, a monte: con la differenziata punta ora ad una quantità di rifiuti raccolti con la differenziata di 27.186 tonnellate, il 50% delle 59.034 prodotte nel 2006. Ma per il ciclo completo, compreso il costosissimo conferimento nella discarica di Corinaldo (26mila tonnellate nel 2010) spende ben 1 milione e 700mila euro l’anno. Ancona potrebbe prendere esempio dalla Provincia di Sassari, che ha un utenza di 140mila abitani, e per il suo impianto “made in Vedelago” ha investito 5 milioni di euro, ottenuti grazie a un finanziamento europeo, soldi destinati a rientrare in tempi brevi grazie al business del riciclo. Quattrini e Duca incontreranno giovedì i vertici di Anconambiente. Il nuovo impianto per il trattamento dell’indifferenziato alla Baraccola costerebbe sui 14 milioni di euro. E proporranno di adottare il progetto impiantistico alternativo. Sfonderanno?
GIAMPAOLO MILZI, MARTEDI’ 12 GENNAIO 2010
From: Il Messaggero












