domenica, febbraio 07th, 2010 | Author: Francesco
NO INCENERITORE, SI' RIFIUTI ZERO

NO INCENERITORE, SI' RIFIUTI ZERO

 

 

Carissimi,
una idea che sta emergendo è che invece di fare studi epidemiologici in
cui si contano morti e feriti, bisogna cominciare a fare da noi esami su
liquidi biologici, in particolare latte materno. In Toscana vicino a
Pistoia grazie ad una colletta sono state fatte le analisi sul latte di
due mamme: presenza di diossine e PCB e soprattutto è emersa un diretta
connessione con l’ inceneritore in quanto il profilo dei PCB nel latte è
identico a quello delle emissioni dell’impianto (analisi ARPA) e a
quello trovato sui polli (analisi ASL).
Fra l’ altro con i limiti dell’ OMS di 2 pg/Kg di peso un bambino di 5
kg dovrebbe prendere al massimo 10 pg/ di diossine die, dalle nostre
analisi ( fatte in un laboratorio accreditato di Venezia) ne assume ben
400 pg al dì! Queste cose sono state da me dette in conferenza stampa
ieri a Pistoia, dopo avere avuto l’o.k. dall’ISDE.
Credo che bisognerebbe organizzare a spese dei comitati 2-3 prelievi nel
latte di mamme della nostra regione che vivono vicino ad inceneritori da
almeno 5 anni e che magari mangiano i prodotti del proprio orto…
Ma come, ci preoccupiamo della dieta scolastica e non dell’ alimento  più prezioso
al mondo e che diamo nella fase più delicata della vita?
Fra l’ altro il famoso progetto MONITER che investe ben 3 milioni di
euro per studiare gli effetti degli inceneritori dosa le diossine in aria ( dove
ha pochissimo significato) e non sulle matrici biologiche, in
particolare il latte materno.

Dr.ssa Patrizia Gentilini

 

COMUNICATO  STAMPA

Il  ” Comitato contro l’inceneritore di Montale “, dopo aver
ripetutamente sollecitato senza successo Amministrazioni e Organi
competenti ad eseguire controlli  biologici  e sanitari sulle persone da
sempre residenti nelle vicinanze dell’inceneritore, ha provveduto, a
proprie spese,  ad eseguire  in laboratorio accreditato la ricerca di
inquinanti ambientali su campioni di latte materno di mamme residenti in
area di ricaduta dell’impianto.
I risultati sono stati presentati  dalla Dott.ssa  Patrizia Gentilini al
Convegno tenutosi il 22 u.s. a Pistoia, dal titolo: ” la nostra salute,
quanto dipende da noi stessi, quanto dal dottore e quanto da chi ci
amministra? ”
Dal Convegno é emerso che le analisi hanno confermato la presenza di
diossine nei campioni di latte materno esaminati,  come già noto dalla
letteratura, e di particolare interesse è stato  il riscontro di PCB  che in entrambi
i campioni di  latte materno  hanno infatti impronte digitali   
(profili emissivi)   del tutto  sovrapponibili  a quelle riscontrate
dalle indagini dell’ASL nelle carni di pollo   e a quelle riscontrate
nelle emissioni dell’inceneritore    da ARPAT e   dallo stesso 
gestore,  a dimostrazione di quella che è la causa preponderante
dell’inquinamento esistente nella zona della piana.
Le inopportune affermazioni date a suo tempo dalle Istituzioni circa la
totale assenza di PCB nelle emissioni dell’inceneritore di Montale e già
smentite dalle  analisi sulle emissioni stesse,  trovano ora  ulteriore
smentita sulla base di indagini  che i cittadini, di tasca loro, hanno
provveduto ad eseguire,  a dimostrazione,  ancora una volta,  che tutto
ciò che esce dai camini si ritrova nel nostro stesso corpo.
Il Comitato, nel sollecitare gli organi di controllo ad esercitare il
ruolo che la legge loro affida, ribadisce la propria volontà di
proseguire comunque in questo tipo di analisi  i cui risultati saranno
sempre prontamente comunicati alla cittadinanza.
Il Comitato invita tutti coloro che hanno a cuore la salute a
contribuirvi  concretamente scrivendoci al no.incenerit-montale@tele2.it

COMITATO CONTRO L’INCENERITORE DI MONTALE

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