GAZZETTA DI PARMA, CARO DIRETTORE…
Caro Direttore,
non esistono Medici dell’Ambiente né Medici Depositari della corretta interpretazione dei dati scientifici, ma solo Medici che hanno il dovere di tutelare la salute dei cittadini, curando malattie e se possibile adoperandosi per prevenirle. La storia della medicina è ricca di lezioni inascoltate e di argute osservazioni che avrebbero permesso di salvare migliaia di vite umane, semplicemente applicando il “Principio di Precauzione” *(1). Le prime pubblicazioni che riguardano la pericolosità dell’amianto risalgono al 1898, le leggi che lo hanno messo al bando sono state emesse dopo un secolo e tuttora attendiamo il picco di mortalità da amianto, previsto nel prossimo decennio (2). Il Dr John Snow nel 1854 raccomandò la chiusura dell’unica fontana che riforniva d’acqua uno dei più popolosi quartieri di Londra, avendo notato che molto probabilmente quell’acqua era portatrice del colera che infuriava in città da anni. Quante morti avrà evitato? E quante ire si sarà attirato da parte della popolazione ignara che si vedeva privata dell’approvvigionamento d’acqua? Il vibrione del colera fu scoperto 30 anni più tardi da Koch, ma quell’osservazione e quell’intervento che rispondeva già allora al Principio di Precauzione salvò da morte migliaia di Londinesi. La storia più recente della medicina o forse sarebbe meglio dire quella dell’inquinamento, ci racconta di storie secondo le quali i produttori di sostanze nocive o tossiche hanno continuato a produrre per anni i propri prodotti in barba alle norme ed ai controlli, sostenendo di volta in volta che la nuova produzione non era più dannosa o che lo era molto meno della precedente: è successo per gli erbicidi e per le sigarette light… salvo scoprire poi che la tossicità era di fatto sostanzialmente immutata.
Caro Direttore, il Dr Foà ha sostenuto qualche giorno fa sulle pagine del suo giornale che “Non c’è nessuna prova scientifica che dimostri un legame tra la vicinanza di un moderno inceneritore e l’aumento dell’incidenza dei tumori”, ma la l’”assenza di prova scientifica” non rassicura proprio nessuno. E’ certo che bruciando si producono decine di sostanze cancerogene, in particolare bruciando rifiuti di ogni genere, e che queste sostanze finiscono comunque nell’ambiente e spesso nella catena alimentare. Ha poca importanza che 3-4 controlli annui (secondo la norma di legge( 3)) ci dicano che i fumi che escono dagli inceneritori sono a norma, perché comunque quelle sostanze finiscono nell’ambiente: almeno un terzo della quantità di rifiuti bruciati diventa cenere tossica che va in discarica… Vi sono dati dell’agenzia Europea che confermano che il 67% della Diossina presente in Italia proviene dagli inceneritori e la metà (il 37% del totale ) proviene dagli inceneritori di rifiuti (4). Vi sono decine di dati biologici che confermano la cancerogenicità di diossine, metalli pesanti e quant’altro sia prodotto da inceneritotri di rifiuti, vi sono dati preclinici che ci dicono che tale pericolosità può manifestarsi nel feto o addirittura nelle cellule germinali condizionando il rischio cancerogeno delle future generazioni (5-12). Questi dati biologici ( cioè ottenuti negli animali da esperimento) sono analoghi a quelli ritenuti indispensabili e sufficienti dalle grandi industrie per esempio per validare ogni tipo di farmaco, perché non lo devono essere anche per far attuare il semplice Principio di Precauzione?
Caro direttore, se i Medici dell’Ambiente sono quelli che pretendono di non aspettare la prova scientifica della pericolosità degli impianti di incenerimento, contando le morti fra qualche decennio, visto che solo un’assurda speculazione economica impedisce di agire con vie alternative e perfettamente fattibili di riciclo totale dei rifiuti, allora sì, io sono un “Medico Ambientalista”.
*“Quando una attività crea possibilità di fare male alla salute o all’ ambiente, misure precauzionali dovrebbero essere prese, anche se alcune relazioni di causa-effetto non sono stabilite con certezza dalla scienza”
Forlì, 27 Gennaio 2010 Dr Ruggero Ridolfi
Oncologo
ISDE – Forlì
1) Art.15 Dichiarazione di RIO giugno 1992, ratificato dall’ Unione Europea:
2) Late lessons from early warnings: the precautionary principle 1896-2000; http://www.eea.europa.eu/; 2001
3) J Thompson, H Anthony: “The Health Effects of Waste Incinerators” 4th Report of the British Society for Ecological Medicine; 2nd Ed. June 2008.
4) Quass U, Fermann M, Broker G, European Dioxin Inventary Volume 3, Assessment of dioxin emissions until 2005,. Prepared by North Rhine Westphaliam State Environmental Agency on behalf of the European Commission, Directorate General for Environment (DG ENV)
5) Tomatis L, Narod S, Yamasaki H.: Transgeneration transmission of carcinogenic risk. Carcinogenesis.;13(2):145-51. Review. 1992
6) Knox EG. Childhood cancers and atmospheric carcinogens. J Epidemiol Community Health. 2005 Feb;59(2):101-5
7) Hilakivi-Clarke L, de Assis S. Fetal origins of breast cancer. Trends Endocrinol Metab. 2006 Nov;17(9):340-8;
Soto AM, Vandenberg LN, Maffini MV, Sonnenschein C. Does breast cancer start in the womb? Basic Clin Pharmacol Toxicol. 2008 Feb;102(2):125-33
9) C. Sonnenschein, A.M. Soto “Theories of carcinogenesis: an emerging perspective” Seminars in Cancer Biology 18: 372-377; 2008
10) Jedrychowski W, et al; Gender differences in fetal growth of newborns exposed prenatally to airborne fine particulate matter. Environ Res.;109(4):447-56; 2009
11) Pacchierotti F, et al; Evaluation of aneugenic effects of bisphenol A in somatic and germ cells of the mouse. Mutat Res. 12;651(1-2):64-70. 2008
12) Robaire B. “Is it my grandparents’ fault?” Nat Med. Nov;14(11):1186-7; 2008
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febbraio 2nd, 2010 at 20:19
Quanta ragione ha questo articolo!! La maggior parte della gente non ha capito che non ci si deve fidare di un prodotto per il semplice fatto che sia in commercio. Ci sono tanti casi di sostanze vietate solo dopo che l’evidenza di molte morti e malattie sia riuscita a fermarle.
Ieri stesso guardavo delle immagini dei rifiuti nucleari che venivano buttati in mare da tante nazioni vent’anni fa. Finche non lo hanno denunciato gli ecologisti sono state disperse nell’ambiente centinaia di tonnellate prima che abbiano fatto delle leggi apposta per vietarlo.
E così tanti e tanti esempi.
Gli unici che sono avanti sono quelli che veramente ci proteggono, ovvero quelli che denunciano questi attentati alla salute.
febbraio 20th, 2010 at 16:18
[...] L’ assenza di prove non e’ prova di assenza ! [...]