Apparentemente facciamo qualcosa di buono. Prendiamo i medicinali scaduti e li portiamo nei contenitori dedicati situati fuori dalle farmacie. Peccato che quel sacco poi viene portato tal quale all’ inceneritore !!!
Vetro degli sciroppi e dei boccetti di gocce, tappo di gomma dei flaconi, blister di alluminio di compresse e capsule, siringhe con relativo ago di acciaio, imballi di cartone, carta dei foglietti illustrativi, plastica dei tubetti di pomate…CONTENITORI E CONTENUTI !
PRATICAMENTE L’ INTERA TAVOLA PERIODICA DEGLI ELEMENTI !
Che senso ha?
Mettiamoli direttamente nel sacco nero indifferenziato di casa che facciamo prima !
MA HA SENSO DISPERDERE IN ATMOSFERA L’ INTERA TAVOLA PERIODICA DEGLI ELEMENTI IN FORMA NANOPARTICELLARE?
Bruciare non significa far sparire.
Significa trasformare.
Significa DISGREGARE la materia in particelle finissime.
E FINE E’ PEGGIO !!!
QUESTE PARTICELLE NON SPARISCONO NEL NULLA: QUELLE SOSPESE IN ATMOSFERA LE RESPIRIAMO, QUELLE DEPOSITATE AL SUOLO LE MANGIAMO, QUELLE DILAVATE IN FALDA LE BEVIAMO.
ECCO PERCHE’ LE STANNO TROVANDO NEI TESSUTI DEI NOSTRI BIMBI.
Solo per esempio: prendiamo una delle mille sostanze utilizzate nella preparazione dei medicinali, il Biossido di Titanio, utilizzato come opacizzante nelle compresse…
| LE NANOPARTICELLE DI TiO2 POSSONO DANNEGGIARE IL DNA | ||||||
| Le nanoparticelle di biossido di Titanio (TiO2), presenti in moltissimi prodotti di uso comune, possono causare danni genetici sistemici al Dna. Lo rivela un nuovo studio condotto sui topi dai ricercatori del Jonsson Comprehensive Cancer Center della University of California, Los Angeles, e pubblicato sulla rivista Cancer Research. Le particelle di TiO2 si trovano praticamente dappertutto, dai cosmetici alle creme solari e alla vernice, fino alle vitamine in pillole. Robert Schiestl, ricercatore a capo dello studio, ha spiegato che le nanoparticelle si accumulano nei diversi organi e non c’e’ modo di eliminarle. La presenza del TiO2 nell’organismo puo’ interferire con i meccanismi cellulari, causando stress ossidativo e in alcuni casi anche la morte delle stesse cellule. In passato il TiO2 era considerato un elemento non tossico in quanto non generatore di reazioni chimiche, e quindi ritenuto un componente innocuo. Gli studiosi hanno appurato che il biossido di Titanio e’ inerte, ma dà luogo ad una reazione di stress ossidativo non quando le sue particelle si riducono, ossia quando cambia il rapporto tra la loro superficie ed il volume. In questa forma il TiO2 diventa molto tossico, impossibile da eliminare e capace, a causa dello stress ossidativo, di danneggiare il Dna contenuto nelle cellule del corpo. Gli esperimenti condotti sui topi di laboratorio portano a concludere che l’esposizione a questa sostanza sia potenzialmente dannosa. L’industria manifatturiera ricorre spesso al TiO2: se ne utilizzano circa due milioni di tonnellate all’anno. Si puo’ trovare nei dentifrici, nei coloranti e negli additivi alimentari e in centinaia di prodotti di uso personale. Per approfondimenti
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