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	<title>Farmacia SS. Annunziata</title>
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	<description>Parma</description>
	<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 14:26:49 +0000</pubDate>
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		<title>Quale futuro per i nostri bimbi?</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 14:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[No Inceneritori! - Alternative Incenerimento]]></category>

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		<description><![CDATA[VENERDI&#8217; 05 MARZO
SALA AUREA, CAMERA DI COMMERCIO PARMA
VIA VERDI 2
&#8221; Non usciremo dal presente stato di crisi se non abbandoneremo il modo di pensare che lo ha generato &#8221; A. Einstein
Abbiamo invitato tutte le Autorita&#8217;.
Dal Sindaco al Vescovo, dal Prefetto al Presidente della Camera di Commercio.
Coraggio !
Coraggio !
Ci vediamo Venerdi&#8217;
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="quale futuro per l' infanzia?" href="http://colornoprc.typepad.com/weblog/2010/03/quale-futuro-per-linfanzia.html" target="_blank">VENERDI&#8217; 05 MARZO</a></p>
<p>SALA AUREA, CAMERA DI COMMERCIO PARMA</p>
<p>VIA VERDI 2</p>
<p>&#8221; Non usciremo dal presente stato di crisi se non abbandoneremo il modo di pensare che lo ha generato &#8221; A. Einstein</p>
<p>Abbiamo invitato tutte le Autorita&#8217;.</p>
<p>Dal Sindaco al Vescovo, dal Prefetto al Presidente della Camera di Commercio.</p>
<p>Coraggio !</p>
<p>Coraggio !</p>
<p>Ci vediamo Venerdi&#8217;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>MERCATO DROGATO !</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 14:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ 
Venerdi&#8217; 19 Febbraio, presso il teatro della Parrocchia del Buon Pastore a Parma, si e&#8217; tenuto un incontro in ricordo di Gianni Goldoni, uomo integerrimo che ha speso la vita per la Verita&#8217;, per il suo quartiere e per la Sua gente.
Tra i relatori il Prof. Paolo Crosignani, Direttore del Registro Tumori ed Epidemiologia Ambientale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_860" class="wp-caption aligncenter" style="width: 130px"><a title="prof. paolo crosignani" href="http://www.youtube.com/watch?v=h_5cPWf6hB4" target="_blank"><img class="size-full wp-image-860" src="http://www.farmaciaannunziata.it/BlogWP/wp-content/uploads/2010/02/prof-crosignani.jpg" alt="PROF. PAOLO CROSIGNANI" width="120" height="90" /></a><p class="wp-caption-text">PROF. PAOLO CROSIGNANI</p></div>
<p> </p>
<p>Venerdi&#8217; 19 Febbraio, presso il teatro della Parrocchia del Buon Pastore a Parma, si e&#8217; tenuto un<a title="Gianni Goldoni" href="http://www.parmaoggi.it/2010/02/16/salute-effetti-a-breve-e-lungo-termine-dell%E2%80%99inquinamento-atmosferico-il-19-febbraio-convegno-in-ricordo-di-gianni-goldoni/" target="_blank"> incontro </a>in ricordo di Gianni Goldoni, uomo integerrimo che ha speso la vita per la Verita&#8217;, per il suo quartiere e per la Sua gente.</p>
<p>Tra i relatori il Prof. <a title="prof. paolo crosignani" href="http://www.capolmone.org/team_medici/Paolo_Crosignani/PCcvItal.pdf" target="_blank">Paolo Crosignani</a>, Direttore del Registro Tumori ed Epidemiologia Ambientale di Milano.</p>
<p>Tema della serata: &#8221; SALUTE, EFFETTI A BREVE E LUNGO TERMINE DELL&#8217; INQUINAMENTO ATMOSFERICO &#8220;.</p>
<p><a title="stiamo morendo" href="http://files.meetup.com/208457/Gentilini_presentazione_04.GIF" target="_blank">Stiamo morendo</a>.</p>
<p>A Parma vogliono risolvere il problema costruendo l&#8217; INCENERITORE !</p>
<p>L&#8217; Assessore Ambiente del Comune di Parma Cristina Sassi e&#8217; arrivata qualche minuto dopo l&#8217; inizio dell&#8217; incontro.</p>
<p>Ha visto i componenti del<a title="cgcr" href="http://gestionecorrettarifiuti.it/" target="_blank"> Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti e Risorse </a>con la telecamerina, HA AVVERTITO UNA BRUTTA ARIA&#8230;se ne e&#8217; andata subito !</p>
<p>Lei sostiene che la grigliata<a title="la grigliata della sassi" href="http://www.youtube.com/watch?v=5vpvwhmz-SY" target="_blank"> inquina </a>piu&#8217; dell&#8217; inceneritore !</p>
<p>Che figura avrebbe fatto se fosse rimasta?</p>
<p> </p>
<p>COORDINAMENTO:</p>
<p>&#8220;&#8230;le soluzioni <a title="alternative" href="http://www.comunivirtuosi.org/index.php/rifiuti" target="_blank">alternative</a> esistono. Sono<a title="economia rifiuti zero" href="http://www.youtube.com/watch?v=a_levoRtlJw" target="_blank"> economiche</a>. Il Prof. Crosignani ha fatto vedere nella Sua relazione che<a title="se riduciamo l' inquinamento" href="http://www.farmaciaannunziata.it/BlogWP/2009/09/la-longevita-legata-allaria-pulita/" target="_blank"> se riduciamo l&#8217; inquinamento</a>, portando ad esempio i PM10 da 60 mcg/m3 a 30 mcg/m3,<a title="se riduciamo l' inquinamento" href="http://milano.corriere.it/speciali/2003/02_Febbraio/02/smog.shtml" target="_blank"> GUADAGNAMO </a>BEN 670.000 ORE DI LAVORO DIVERSAMENTE PERSE A CAUSA DELLE PATOLOGIE DA INQUINAMENTO CHE CI COSTRINGONO A CASA IN MALATTIA.</p>
<p>PERCHE&#8217; DI FRONTE A QUESTI DATI OGGETTIVI, QUESTA GENTE, A PARMA IN PARTICOLARE, SI ACCANISCE PER COSTRUIRE IMPIANTI INQUINANTI CHE RIDUCONO LA QUALITA&#8217; DELL&#8217; ARIA ( <a title="aria pianura padana" href="http://files.meetup.com/208457/Gentilini_presentazione_03.GIF" target="_blank">gia&#8217; martoriata </a>! ndr ) E LA QUALITA&#8217; DELLA VITA? &#8221;</p>
<p> </p>
<p>RISPOSTA DEL PROF. CROSIGNANI:</p>
<p>&#8220;<strong><em> La risposta e&#8217; semplicissima</em></strong> ! La trova ad esempio nel bel libro <a title="ecoballe" href="http://www.ecoballe.org/" target="_blank">ECOBALLE</a> di Paolo Rabitti. L&#8217; ultimo capitolo dimostra che se io oggi, CON I PREZZI AMMINISTRATI ( nel senso che prendono i soldi dalle tasche ! ) dell&#8217; energia, brucio l&#8217; acqua&#8230;HO UN PROFITTO !</p>
<p><a title="scandalo degli scandali" href="http://www.youtube.com/watch?v=EBgP5muSi8s&amp;feature=related" target="_blank">SE BRUCI L&#8217; ACQUA HAI UN UTILE </a>!</p>
<p>QUESTO E&#8217; DETERMINANTE.</p>
<p>TUTTI QUESTI IMPIANTI SONO SOVVENZIONATI !</p>
<p>IL RIFIUTO VIENE CONSIDERATO RINNOVABILE ( <a title="debito ecologico" href="http://www.farmaciaannunziata.it/BlogWP/2009/09/25092009-debito-ecologico/" target="_blank">materie prime finite in un pianeta finito</a>, sic ! ndr ).</p>
<p>IL PROBLEMA E&#8217; QUESTO MERCATO DROGATO !</p>
<p>TE LI PRENDONO DALLA TASCA !</p>
<p>Poi c&#8217;e&#8217; l&#8217; aspetto sanitario.</p>
<p>Dicono che sugli impianti di nuova generazione non vi sono studi&#8230;</p>
<p>OVVIO: NON CI SONO PERCHE&#8217; LE MALATTIE CRONICHE HANNO BISOGNO DI MOLTI ANNI PER SVILUPPARSI&#8230;( adesso basta pero&#8217; prenderci per i fondelli !<a title="non permetteremo" href="http://www.youtube.com/watch?v=hEc4JE-v66I" target="_blank"> non permetteremo </a>che si ripetano gli errori commessi con l&#8217; amianto ! <em><strong>sappiamo gia&#8217; tutto</strong></em>: massima emissione di<a title="inceneritori e co2" href="http://www.youtube.com/watch?v=UpiVVZfycDU" target="_blank"> co2 </a>per kw prodotto, emissione di <a title="uno su due col cancro" href="http://www.youtube.com/watch?v=1yyC60uriFs" target="_blank">inquinanti</a> certi, <a title="debito ecologico" href="http://www.farmaciaannunziata.it/BlogWP/2009/09/25092009-debito-ecologico/" target="_blank">distruzione</a> di materie prime finite in un pianeta finito,<a title="ladrocinio di capitali pubblici" href="http://www.decrescitafelice.it/?tag=cip6" target="_blank"> ladrocinio di capitali pubblici</a>,<a title="industrie insalubri classe I" href="http://files.meetup.com/208457/Gentilini_presentazione_08.GIF" target="_blank"> industrie insalubri </a>di classe I che non si possono costruire in terreni caratterizzati da eccellenze&#8230;ndr )</p>
<p>( <a title="principio di precauzione" href="http://www.farmaciaannunziata.it/BlogWP/2010/02/gazzetta-di-parma-caro-direttore/" target="_blank">L&#8217; assenza di prove non e&#8217; prova di assenza </a>! )</p>
<p>C&#8217;e&#8217; uno studio fatto molto bene in Emilia Romagna a Coriano: <a title="studio coriano" href="http://www.arpa.emr.it/pubblicazioni/generale/notizie_639.asp" target="_blank">Enhance Health</a>.</p>
<p>L&#8217; INCENERITORE DI CORIANO HA GENERATO IMPORTANTE EFFETTO NEGATIVO SULLA SALUTE UMANA.</p>
<p>LE TABELLE SONO INEQUIVOCABILI.</p>
<p>Anche se i commentatori ( basta dire tutto e il contrario di tutto ) dicono:&#8230; &#8221; potrebbe essere &#8220;, &#8221; ma chi lo sa &#8220;, &#8221; sono necessari altri studi &#8220;&#8230;LE TABELLE SONO LI&#8217;.</p>
<p><strong><em>LE TABELLE FANNO VEDERE BENE CHE NEL SESSO FEMMINILE C&#8217;E&#8217; UN 35% DI AUMENTO DI TUMORE</em></strong> !</p>
<p>Lo studio di Coriano e&#8217; fatto molto bene da un punto di vista metodologico.</p>
<p><strong><em>I COMMENTI DEI COMMENTATORI SONO MOLTO RIDUTTIVI RISPETTO ALLA FORZA DELLE TABELLE</em></strong> !</p>
<p>P.s.<a title="la grigliata della sassi" href="http://www.youtube.com/watch?v=5vpvwhmz-SY" target="_blank"> BASTA GRIGLIATE </a>!!! MALEDETTI CAMPEGGIATORI IN CERCA DI RELAX !!! DIO VI STRAMALEDICA !!!</p>
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		<item>
		<title>INCENERITORI: CRIMINI CONTRO L&#8217; UMANITA&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 19:21:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ 
 
Uno studio inglese dimostra (ancora una volta) l&#8217;estrema pericolosità degli inceneritori. Nel sito della &#8220;UK Health Research&#8221; sono presenti le rilevazioni tra il 2004 e il 2008 nelle zone circostanti l&#8217;inceneritore di Kirklees nel West Yorkshire correlate alla mortalità infantile. Le zone sottovento, più esposte alle emissioni dell&#8217;inceneritore, presentano una percentuale del 9.6 per mille [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_855" class="wp-caption aligncenter" style="width: 220px"><a title="I NOSTRI FIGLI NON CI PERDONERANNO" href="http://www.ukhr.org/incineration/kirklees.pdf" target="_blank"><img class="size-full wp-image-855" src="http://www.farmaciaannunziata.it/BlogWP/wp-content/uploads/2010/02/inceneritori-inghilterra.jpg" alt="I NOSTRI FIGLI NON CI PERDONERANNO" width="210" height="157" /></a><p class="wp-caption-text">I NOSTRI FIGLI NON CI PERDONERANNO</p></div>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Uno studio inglese dimostra (<strong><em>ancora una volta</em></strong>) l&#8217;estrema pericolosità degli inceneritori. Nel sito della &#8220;<a href="http://www.ukhr.org/incineration/index.htm" target="_blank"><em><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #595984;">UK Health Research</span></span></em></a>&#8221; sono presenti le rilevazioni tra il 2004 e il 2008 nelle zone circostanti l&#8217;inceneritore di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kirklees" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #595984;">Kirklees</span></span></a> nel West Yorkshire correlate alla mortalità infantile. Le zone sottovento, più esposte alle emissioni dell&#8217;inceneritore, <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/20239/Gran+Bretagna%2C+nuove+prove+sulla+pericolosit%E0+dei+termovalorizzatori" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #595984;">presentano</span></span></a> una percentuale del 9.6 per mille contro l&#8217;1,1 per mille delle zone sopravento. Rifiuti nell&#8217;inceneritore, rifiuti nei polmoni dei bambini.</p>
<p>from:<a title="beppegrillo.it" href="http://www.beppegrillo.it/2010/02/gli_inceneritori_di_erode.html" target="_blank"> beppegrillo.it</a></p>
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		<title>MEDICINALI SCADUTI, SUICIDIO DI MASSA</title>
		<link>http://www.farmaciaannunziata.it/BlogWP/2010/02/medicinali-scaduti-suicidio-di-massa/</link>
		<comments>http://www.farmaciaannunziata.it/BlogWP/2010/02/medicinali-scaduti-suicidio-di-massa/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 09:47:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
 
 
Apparentemente facciamo qualcosa di buono. Prendiamo i medicinali scaduti e li portiamo nei contenitori dedicati situati fuori dalle farmacie. Peccato che quel sacco poi viene portato tal quale all&#8217; inceneritore !!!
Vetro degli sciroppi e dei boccetti di gocce, tappo di gomma dei flaconi, blister di alluminio di compresse e capsule, siringhe con relativo ago di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="MEDICINALI SCADUTI" href="http://www.youtube.com/watch?v=oqlwsXQIqSE" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-852" src="http://www.farmaciaannunziata.it/BlogWP/wp-content/uploads/2010/02/medicinali-scaduti1.bmp" alt="MEDICINALI SCADUTI" /></a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Apparentemente facciamo qualcosa di buono. Prendiamo i medicinali scaduti e li portiamo nei contenitori dedicati situati fuori dalle farmacie. Peccato che quel sacco poi viene portato tal quale all&#8217; inceneritore !!!</p>
<p>Vetro degli sciroppi e dei boccetti di gocce, tappo di gomma dei flaconi, blister di alluminio di compresse e capsule, siringhe con relativo ago di acciaio, imballi di cartone, carta dei foglietti illustrativi, plastica dei tubetti di pomate&#8230;CONTENITORI E CONTENUTI !</p>
<p>PRATICAMENTE L&#8217; INTERA <a title="tavola periodica degli elementi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tavola_periodica" target="_blank">TAVOLA PERIODICA DEGLI ELEMENTI </a>!</p>
<p>Che senso ha?</p>
<p>Mettiamoli direttamente nel sacco nero indifferenziato di casa che facciamo prima !</p>
<p>MA HA SENSO DISPERDERE IN ATMOSFERA L&#8217; INTERA TAVOLA PERIODICA DEGLI ELEMENTI IN FORMA NANOPARTICELLARE?</p>
<p>Bruciare non significa far sparire.</p>
<p>Significa <a title="legge conservazione massa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_della_conservazione_della_massa_(chimica)" target="_blank">trasformare</a>.</p>
<p>Significa DISGREGARE la materia in particelle finissime.</p>
<p>E <a title="fine e' peggio" href="http://www.farmaciaannunziata.it/BlogWP/2009/08/fine-e-peggio-ma-allora-siamo-scemi/" target="_blank">FINE E&#8217; PEGGIO </a>!!!</p>
<p>QUESTE PARTICELLE NON SPARISCONO NEL NULLA: QUELLE SOSPESE IN ATMOSFERA LE RESPIRIAMO, QUELLE DEPOSITATE AL SUOLO LE MANGIAMO, QUELLE DILAVATE IN FALDA LE BEVIAMO.</p>
<p>ECCO PERCHE&#8217; LE STANNO TROVANDO NEI <a title="nanoparticolato nei tessuti " href="http://www.youtube.com/watch?v=T1dz5t7qecs" target="_blank">TESSUTI</a> DEI NOSTRI BIMBI.</p>
<p>Solo per esempio: prendiamo una delle mille sostanze utilizzate nella preparazione dei medicinali, il Biossido di Titanio, utilizzato come opacizzante nelle compresse&#8230;</p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"> </span></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="650" align="center">
<tbody>
<tr>
<td class="H1" colspan="7" valign="top"><strong><em>LE NANOPARTICELLE DI TiO2 POSSONO DANNEGGIARE IL DNA</em></strong></td>
</tr>
<tr>
<td class="H2" colspan="7" valign="top"><strong><em></em></strong></td>
</tr>
<tr>
<td class="testoint" colspan="7" valign="top"><strong><em>Le nanoparticelle di biossido di Titanio (TiO2), presenti in moltissimi prodotti di uso comune, possono causare danni genetici sistemici al Dna. Lo rivela un nuovo studio condotto sui topi dai ricercatori del Jonsson Comprehensive Cancer Center della University of California, Los Angeles, e pubblicato sulla rivista Cancer Research.<br />
Le particelle di TiO2 si trovano praticamente dappertutto, dai cosmetici alle creme solari e alla vernice, fino alle vitamine in pillole. Robert Schiestl, ricercatore a capo dello studio, ha spiegato che le nanoparticelle si accumulano nei diversi organi e non c&#8217;e&#8217; modo di eliminarle.<br />
La presenza del TiO2 nell&#8217;organismo puo&#8217; interferire con i meccanismi cellulari, causando stress ossidativo e in alcuni casi anche la morte delle stesse cellule. In passato il TiO2 era considerato un elemento non tossico in quanto non generatore di reazioni chimiche, e quindi ritenuto un componente innocuo.<br />
Gli studiosi hanno appurato che il biossido di Titanio e&#8217; inerte, ma dà luogo ad una reazione di stress ossidativo non quando le sue particelle si riducono, ossia quando cambia il rapporto tra la loro superficie ed il volume. In questa forma il TiO2 diventa molto tossico, impossibile da eliminare e capace, a causa dello stress ossidativo, di danneggiare il Dna contenuto nelle cellule del corpo. Gli esperimenti condotti sui topi di laboratorio portano a concludere che l&#8217;esposizione a questa sostanza sia potenzialmente dannosa.<br />
L&#8217;industria manifatturiera ricorre spesso al TiO2: se ne utilizzano circa due milioni di tonnellate all&#8217;anno. Si puo&#8217; trovare nei dentifrici, nei coloranti e negli additivi alimentari e in centinaia di prodotti di uso personale.<br />
</em></strong><a href="http://cancerres.aacrjournals.org/cgi/content/abstract/69/22/8784?maxtoshow=&amp;HITS=10&amp;hits=10&amp;RESULTFORMAT=&amp;author1=Robert+Schiestl&amp;searchid=1&amp;FIRSTINDEX=0&amp;fdate=1/1/2009&amp;resourcetype=HWCIT" target="_blank"><strong><em>Per approfondimenti</em></strong></a></p>
<p> </p>
<p> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>LATTE MATERNO, DIOSSINE e PCB</title>
		<link>http://www.farmaciaannunziata.it/BlogWP/2010/02/latte-materno-diossine-e-pcb/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 17:06:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
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”A dispetto del grande affetto che noi abbiamo per i nostri bambini
e della grande retorica della nostra società sul valore dell’infanzia,
la società è riluttante a sviluppare quanto necessario
per proteggere i bambini dai rischi ambientali”
(Bruce P. Lanphear Children’s Environmental Health Center - U.S.A. - oct. 2006)
 
 
Introduzione
Parlare della contaminazione del latte materno da parte di sostanze inquinanti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;"></p>
<div id="attachment_848" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a title="ASSESSORE AMBIENTE PARMA: VATTENE !!!" href="http://www.youtube.com/watch?v=5vpvwhmz-SY" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-848" src="http://www.farmaciaannunziata.it/BlogWP/wp-content/uploads/2010/02/p2112010-300x225.jpg" alt="NO INCENERITORE, SI' RIFIUTI ZERO" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">NO INCENERITORE, SI&#39; RIFIUTI ZERO</p></div>
<p align="left"> </p>
<p><font face="Arial" size="3"><font face="Arial" size="3"></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;">”<em><strong>A dispetto del grande affetto che noi abbiamo per i nostri bambini</strong></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><strong>e della grande retorica della nostra società sul valore dell’infanzia,</strong></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><strong>la società è riluttante a sviluppare quanto necessario</strong></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><strong>per proteggere i bambini dai rischi ambientali”</strong></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;">(Bruce P. Lanphear </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;"><em>Children’s Environmental Health Center </em></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;">- U.S.A. - oct. 2006)</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Introduzione</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;">Parlare della contaminazione del latte materno da parte di sostanze inquinanti, tossiche e pericolose vuol dire affrontare un argomento che fa venire i brividi al solo pensiero, tanto è lo sgomento che suscita in qualunque persona dotata di un minimo di sensibilità e buon senso. Prendere coscienza del fatto che l’alimento più prezioso al mondo - che non esito a definire “sacro” - contenga ormai quantità elevate di sostanze pericolose e cancerogene, specie se proveniente da mamme residenti in territori industrializzati, è un argomento tabù e che credo non possa lasciare indifferente nessuno. Forse, proprio per questo, tale argomento è fino ad ora rimasto confinato nell’interesse di pochi specialisti del settore e non è mai emerso, con l’attenzione che merita, al grande pubblico. Il fatto di non parlare di questo problema e soprattutto l’averlo affrontato, almeno nel nostro paese, in modo sporadico, volontaristico e non sistematico e su larga scala, non contribuisce tuttavia a risolverlo, anzi, come tutte le cose lasciate nel dimenticatoio, quando un problema di una tal portata emerge rischia di “esplodere”, lasciando spiazzati per i dubbi e gli interrogativi che pone innanzi tutti medici e pediatri, ma, ancor più, ovviamente le mamme che si chiedono quali possono essere le conseguenze di tutto ciò per i loro bambini.</span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;"><em><strong> Ma perché proprio ora se ne parla</strong></em></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;">?</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Antefatto: l’inceneritore di Montale</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;">Il problema è emerso grazie al fatto che due mamme, residenti in area di ricaduta dell’inceneritore di Montale (Pt), si sono volontariamente sottoposte all’analisi del proprio latte grazie a fondi raccolti dal locale comitato contro l’inceneritore. La questione è complessa e per una analisi più dettagliata della travagliatissima storia di questo impianto, si rimanda al documento, a firma del Dott. M. Bolognini, Medico Igienista, scaricabile sul sito dell’Ordine dei Medici di Pistoia ( 1 ) Qui si vuol solo dare una breve descrizione della situazione, in modo da capire bene il contesto in cui si è arrivati all’esame del latte materno per iniziativa dei cittadini. L’inceneritore di Montale tratta 120 ton/giorno (pari a circa 36.000 ton/anno), recentemente autorizzato a 150 ton/giorno (45.000 ton/anno), destinato a bruciare rifiuti urbani ma anche ospedalieri e speciali ed è situato nella piana fiorentina, al confine fra 4 comuni: Agliana, Prato, Montale, Montemurlo. L’impianto ha sempre presentato criticità ed anche in passato erano stati riscontrati superamenti nelle emissioni di diossine, ma, grazie a deroghe, aveva sempre continuato a lavorare. Nel maggio 2007 furono effettuati routinari controlli i cui risultati analitici, comunicati solo in luglio</span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: x-small;">, </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;">evidenziarono un importante sforamento per diossine, che fu confermato nella successiva indagine eseguita a distanza di pochi giorni per cui, a distanza di oltre due mesi dalla prima indagine si giunse, il 19 luglio 2007, alla sua temporanea chiusura. Nei mesi di funzionamento, da maggio a luglio, facendo una media delle emissioni, si può stimare che siano stati emessi 50.000.000 ng di diossine ovvero quanto l’impianto avrebbe potuto emettere in quasi un anno e mezzo di attività. Dal 2007 al 2009, anche in seguito alle vivaci polemiche che tutta la vicenda aveva sollevato, da parte di ARPAT ed ASL furono fatte analisi sia di tipo ambientale (suoli, vegetali, ecc.) che su matrici biologiche (uova, carne di manzo, polli, anatre e pesce gatto del locale parco pubblico). La cosa più eclatante fu il riscontro in 5 su 8 casi di polli esaminati di livelli di diossine superiori a quelli consentiti per la commercializzazione</span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: x-small;">: </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;">ciò malgrado</span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: x-small;">, </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;">a tutt’oggi, nessun divieto in tal senso è stato comunque emanato.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Analisi su latte materno</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">Trattandosi di sostanze persistenti e bioaccumulabili, che finiscono per accumularsi nel nostro stesso organismo, passano dalla madre al feto ed anche attraverso il latte, due mamme residenti in area di ricaduta, hanno volontariamente accettato di sottoporre ad analisi il proprio latte, a circa due settimane dal parto. L’indagine è stata eseguita presso il Consorzio Interuniversitario Nazionale la Chimica per l’Ambiente, Via delle Industrie 21/8 di Marghera (Ve) ed il costo è stato sostenuto grazie ai fondi raccolti dal comitato contro l’inceneritore. Il campione A proviene da mamma di 30 anni, alla prima gravidanza, il campione B da mamma di 32 anni, con due pregressi aborti spontanei e due gravidanze a termine con relativi allattamenti. Nessuna delle due presenta patologie di rilievo all’anamnesi, abitudini di vita regolari, alimentazione variata.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">Campione A</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">Totale WHO-PCDD/F –TEQ pg/g di grasso = 3,984 (limite sup 3,986)</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">Totale WHO – PCDD/F-PCB-TEQ pg/g di grasso = 10,621</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">Campione B</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">Totale WHO-PCDD/F –TEQ pg/g di grasso = 5, 507 (limite sup 5,507)</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">Totale WHO – PCDD/F-PCB-TEQ pg/g di grasso = 9,485</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">Di particolare interesse nel caso in oggetto è il profilo di 12 molecole diossino-simili appartenenti ai Policlorobifenili (PCB dioxin-like) riscontati nei campioni di latte materno che,è del tutto sovrapponibile al profilo dei PCB emessi dall’impianto (analisi a camino di ARPA e del gestore) ed al profilo dei PCB riscontrati nella carne di pollo. Possiamo quindi affermare che i PCB rilasciati dall’impianto di incenerimento attraverso i fumi, ricadono nell’ambiente circostante e lo contaminano gravemente; pertanto il sospetto che proprio l’inceneritore sia il maggiore responsabile della contaminazione riscontrata negli alimenti (polli) e nel latte materno acquista una ragionevole certezza. Ma cosa sono queste sostanze e che effetti possono dare?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Diossine e PCB: cosa sappiamo?</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">Con il termine di “diossine” si indica un gruppo di 210 composti chimici appartenenti agli idrocarburi policiclici aromatici e formati da carbonio, idrogeno, ossigeno e cloro. Capostipite di queste molecole è la TCDD (2,3,7,8–tetraclorodibenzo-p-diossina), nota anche come “diossina di Seveso” tristemente famosa in seguito all’incidente occorso ad un reattore di una multinazionale svizzera, la Roche, a Seveso, il 6 maggio del 1976. L’incidente determinò la fuoriuscita di una nube tossica di tale sostanza con contaminazione del territorio e danni alla salute per le persone esposte sia di tipo acuto che a lungo termine. Tali danni si protraggono nel tempo e a tutt’oggi vengono riscontrati e studiati: è di recente pubblicazione, ad esempio, il fatto che i bambini nati da madri coinvolte nell’infanzia nell’incidente di Seveso presentano alla nascita alterazioni della funzione tiroidea in modo statisticamente significativo: ciò significa che anche se questi neonati non sono stati direttamente esposti all’incidente di Seveso le conseguenze dell’esposizione materna si riscontrano a distanza di oltre 30 anni dall’incidente ( 2 ) Queste molecole sono divise in due famiglie: policloro-dibenzo–p-diossine (PCDD) e policlorodibenzofurani (PCDF o furani); le singole molecole appartenenti a tali famiglie vengono indicate col termine di “congeneri” e, nello specifico, si contano 75 congeneri di PCDD e 135 congeneri di PCDF. Si tratta di molecole particolarmente stabili e persistenti nell’ambiente; i loro tempi di dimezzamento (ovvero il tempo necessario perché la dose si dimezzi) variano a seconda delle molecole e della matrice esaminata: ad esempio per la TCDD i tempi di dimezzamento sono da 7 a 10 anni nel corpo umano e fino a 100 anni nel sottosuolo. Si tratta di sostanze insolubili in acqua e che hanno viceversa una elevata affinità per i grassi. Sono soggette a bioaccumulo, cioè si concentrano negli organismi viventi in misura nettamente maggiore rispetto all’ambiente circostante; nell’uomo la loro assunzione avviene per oltre il 90% per via alimentare, specie attraverso latte, carne, uova, formaggi ecc&#8230;( 3 ) Sia PCDD che PCDF rientrano fra i 12 Inquinanti Organici Persistenti riconosciuti a livello internazionale e messi al bando dalla Convenzione di Stoccolma sottoscritta da 120 paesi, fra cui l’Italia. Le diossine sono sottoprodotti involontari dei processi di combustione e si formano in particolari condizioni di temperatura ed in presenza di Cloro. Secondo l’ultima edizione dell’inventario europeo delle diossine ( 4 ) le principali fonti per l’Italia di produzione di tali inquinanti sono rappresentate dalle combustioni industriali (64.4%), di cui oltre la metà (37% del totale) da incenerimento di rifiuti urbani, il traffico stradale contribuisce solo per l’1.1%. A differenza delle diossine i Policlorobifenili (PCB) sono stati invece prodotti deliberatamente dall’uomo tramite processi industriali. La loro produzione è iniziata negli anni 30 ed è perdurata per oltre 50 anni, fino al 1985, quando sono stati ufficialmente banditi stante la loro pericolosità. Dei PCB si conoscono 209 cogeneri, 12 di questi sono molto affini alle diossine e vengono denominati “dioxinlike”. Anche questi sono composti molto stabili, anche ad alte temperature, decomponendosi solo oltre i 1000-1200 gradi. Sono stati utilizzati sia in sistemi chiusi (trasformatori) che come additivi per ritardanti di fiamma, antiparassitari ecc..</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Tossicità</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">La TCDD (o diossina di Seveso) è stata riconosciuta nel 1997, a 20 anni dal disastro di Seveso ed anche in seguito agli studi fatti sulla popolazione esposta, come cancerogeno certo per l’uomo ad azione multiorgano ed è conosciuta come la sostanza più tossica mai conosciuta; la sua tossicità per l’uomo si misura infatti in picogrammi, ovvero miliardesimo di milligrammo ed è legata alla straordinaria affinità che la diossina ha per il recettore AhR (Aryl Hydrocarbon Receptor), un recettore presente ampiamente nelle cellule umane, ma non solo: esso è infatti presente in vertebrati marini, terrestri e aviari e si è ampiamente conservato nel corso dell’evoluzione. In particolare, l’AhR sembra avere un ruolo chiave per il normale sviluppo del sistema immunitario, vascolare, emopoietico, endocrino, come dimostrano esperimenti condotti su animali trans-genici (ovvero modificati in modo da essere geneticamente privi di questo recettore) ed è coinvolto nelle più disparate funzioni cellulari (proliferazione, differenziazione, morte cellulare programmata) fino alla regolazione del ritmo sonno-veglia. Di straordinario interesse la recente scoperta che tale recettore attiva i linfociti T regolatori (T reg), determinando di fatto una immunodepressione e spostando l’equilibrio del sistema immunitario verso una maggior tolleranza nei confronti delle cellule trasformate in senso tumorale ( 5 ) Diossine e PCB rientrano poi nel grande gruppo di sostanze denominate “endocrin disruptor”, ovvero inferenti o distruttori endocrini, nel senso che mimano l’azione degli ormoni naturali interferendo e disturbando funzioni complesse e delicatissime dell’organismo, quali quelle immunitarie, endocrine, metaboliche, neuropsichiche. Di fatto l’esposizione a diossine è correlata sia allo sviluppo di tumori (in particolare, per la TCDD, a linfomi, sarcomi, tumori a fegato, mammella, polmone, colon) ma anche a disturbi riproduttivi, endometriosi, anomalie dello sviluppo cerebrale, endocrinopatie (in particolare diabete e tiroide), disturbi polmonari, danni metabolici con innalzamento di colesterolo e trigliceridi, danni cardiovascolari, epatici, cutanei, deficit del sistema immunitario.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">Da studi condotti in particolare su cavie risulta che l’esposizione a diossine è particolarmente pericolosa durante le prime fasi della vita, specie in determinate “finestre espositive” ( 6 ) ovvero specifici momenti dello sviluppo embrionale e fetale. I limiti raccomandati da OMS ed Unione Europea sono di 2 pg/kg di peso corporeo al dì, per cui un individuo adulto di 70 kg dovrebbe assumerne giornalmente al massimo 140 pg. Va inoltre ricordato che, attribuita per convenzione alla TCDD una tossicità pari a 1, tutti gli altri congeneri hanno una tossicità inferiore, anche di molti ordini di grandezza. Anche per i diversi congeneri la tossicità è funzione della affinità del legame fra singola molecola e recettore AhR, che, per quanto sopra detto, è inferiore rispetto alla TCDD. La tossicità dei vari congeneri rispetto alla TCDD è espressa con un Fattore di Tossicità Equivalente (TEF); dal momento che nelle diverse matrici sono presenti miscele dei diversi congeneri si è introdotto il concetto di Tossicità Equivalente (TEQ), che si ottiene sommando tra loro i prodotti tra i fattori TEF dei singoli congeneri e le rispettive concentrazioni con cui si presentano nella matrice in esame.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Diossine nel latte umano: risultati</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">Per le caratteristiche proprie di queste molecole (persistenza, bioaccumulo, lipofilia, concentrazione, specie in alimenti proteici quali carne, uova, latte) le diossine si accumulano, proprio perché l’uomo è all’apice della catena alimentare, nel nostro stesso corpo e vengono trasmesse già durante la vita fetale (unitamente ad altri inquinanti) e poi attraverso l’allattamento dalla madre al bambino. Non va dimenticato che questi non sono certo gli unici inquinanti presenti nel nostro organismo: si stima infatti che ben 300 sostanze tossiche, di cui molte cancerogene, si trovino stabilmente nel nostro organismo e siano, al pari delle diossine, trasmesse alla prole; ricordiamo, per esempio, mercurio, piombo, nichel, arsenico, cadmio, benzene, idrocarburi policiclici aromatici, pesticidi ecc.. Tornando al latte materno, la quota di diossine presenti varia, da dati di letteratura pubblicati fino al 2004 ( 7-10 ) da 3.2 pg a 15 pg TEQ/grammo di grasso; sapendo che la componente grassa è circa il 4% del latte, si può facilmente calcolare la dose introdotta quotidianamente da un bimbo di pochi mesi che assuma 800-1000 cc di latte materno al giorno, essa varierà da 80-90 pg a 500-600 pgTEQ/die. È interessante notare che la quota di diossine presenti nel latte materno varia a seconda che i campioni provengano da mamme residenti in aree rurali o industrializzate. La quota di diossine presenti nel latte materno è comunque elevata e ciò comporta che un bambino allattato al seno assuma quotidianamente una dose nettamente superiore a quella raccomandata dall’OMS che, ricordiamo, è di 2 pg/kg corporeo, per cui un bimbo di 5 kg dovrebbe assumerne al massimo 10 pg. Mentre in Italia mancano dati puntuali e su larga scala per indagare gli inquinanti su latte materno e quelli disponibili spesso sono stati condotti su “pool” di campioni, in altri paesi risultano condotti studi di maggior respiro. Ad esempio, di recente è stato pubblicato un lavoro eseguito su 169 puerpere in Germania ( 11 ) che ha mostrato concentrazioni (sempre espresse in pg per grammo di grasso) di PCDD/F e PCB variabili tra 3.01 e 78.7 pg TEQ/g di grasso, con un valore medio pari a 27.27 pg TEQ/g; le donne che avevano vissuto lontano da aree industrializzate mostravano i valori più bassi. Un altro studio effettuato su 120 puerpere giapponesi, della zona di Tokio ( 12 ) mostrava valori totali medi di PCDD/Fs e Co-PCBs (policiclobifenili complanari) nel latte materno pari a 25.6 pg TEQ/g di grasso. In Cina, uno studio recentissimo ( 13 ) e molto ampio, in quanto condotto su 1237 campioni provenienti da altrettante puerpere in 12 provincie del paese e rappresentativo del 50% dell’intera popolazione cinese, ha fornito i seguenti risultati per PCDD/PCDF-PCB: valori di TEQ, espressi in pg/g di grasso, variabili da 2.59 a 9.92, con una media di 5.42. Anche da questo studio si è confermato che il latte di puerpere residenti in aree rurali era fortemente meno inquinato di quello di donne residenti in aree industrializzate. In Italia, a Taranto ( 14 ) anche qui come a Montale per iniziativa spontanea di cittadini, sono stati eseguiti esami su 3 campioni di latte materno con valori di TEQ di PCDDF e PCB dioxin-like, espressi in pg/g di grasso, rispettivamente di 31.37, 26.18 e 29.40. Il valore medio (media aritmetica) risulta essere 29.1 pgTEQ/g di grasso, più alto del 13.6% di quelli ottenuti in Giappone e del 6.7% rispetto alla media ritrovata nello studio tedesco. Valori simili a quelli di Taranto (circa 30 pg/grammo di grasso) sono stati riscontrati in un campione di latte di una mamma bresciana, fra l’altro al 3° mese di allattamento, quando una quota consistente era presumibilmente già stata ceduta al neonato ( 15 )</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Discussione</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">Certamente un esame condotto su due soli campioni non può assumere una valenza scientifica, assume tuttavia un chiaro significato di denuncia e si presta ad alcune a considerazioni:</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">1. perché questi esami di biomonitoraggio non sono eseguiti su larga scala ed in modo sistematico nel tempo, in modo da valutare l’evolversi della quota di inquinanti presenti nel latte materno? In altri paesi viene documentato un decremento, probabilmente per effetto di misure di prevenzione conseguenti, anche, alla convenzione di Stoccolma, ma in Italia sappiamo cosa succede?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">2. chi può in tutta onestà ritenere che gli attuali livelli di contaminazione del latte materno siano scevri da rischi per la salute dei bambini e non siano inevitabilmente destinati ad aumentare se si prosegue in politiche di incenerimento e combustione, sia che si tratti di biomasse o di rifiuti, come si sta registrando ovunque in Italia?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">3. come ci si può ragionevolmente “fidare” di nuove o migliori tecnologie impiantistiche (BAT) se è indiscutibile che anche da un impianto tenuto sotto stretta osservazione - dopo gli incidenti occorsi - quale quello di Montale, i PCB sono emessi in quantità assolutamente non trascurabili ed altrettanto accade, fatte le debite proporzioni, per il tanto decantato inceneritore di Brescia?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">4. perché in uno studio, denominato </span><span style="font-size: x-small;"><em>Moniter</em></span><span style="font-size: x-small;">, promosso dalla Regione Emilia Romagna, con una spesa di oltre 3 milioni di Euro, condotto per valutare le ricadute sulla salute in prossimità degli 8 inceneritori della regione e varato dopo la diffusione dei dati dello studio sui due inceneritori di Forlì (studio di Coriano), non è stato previsto alcun campionamento di diossine su matrici biologiche, in particolare su latte materno di donne stabilmente residenti in area di ricaduta di tali impianti e/o in animali da cortile, dato che la via principale di assimilazione di queste sostanze è quella alimentare?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">5. sappiamo bene che l’OMS raccomanda comunque l’allattamento materno fino al 6° mese pur in presenza di contaminanti e, per quanto è dato sapere, non ci sono per ora protocolli che ne valutino caso per caso la durata in funzione della quantità di sostanze presenti nel latte; è tuttavia accettabile che un bimbo di 5 kg possa indifferentemente assumere da 18 a 240 pg/kg di peso (invece dei 2 raccomandati da OMS ed UE per gli adulti) al dì a seconda che risieda in una zona rurale, a Brescia o Taranto o 80 pg/kg di peso se risiede nel territorio di ricaduta dell’inceneritore di Montale?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">6. come si possono dare consigli scientificamente motivati in merito se non si impostano studi su larga scala e protratti nel tempo?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">7. chi può assicurarci che il triste primato che l’Italia detiene riguardo il cancro nell’infanzia, ovvero un incremento del 2% all’anno, pressoché doppio di quello riscontrato in Europa (1.1% annuo) non abbia relazione con l’esposizione già in utero e poi attraverso il latte a questa pletora di sostanze tossiche e pericolose?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">8. perché devono essere i cittadini e soprattutto le mamme a porsi questioni così cruciali dovendo sempre fare da “traino” alle istituzioni la cui unica preoccupazione sembra essere quella di “tranquillizzare” sempre e comunque i cittadini?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">9. perché non ammettere – onestamente - che la questione è talmente scabrosa che di fatto si è preferito fino ad ora ignorarla? Perché non si comincia, ad esempio, con una analisi sistematica degli inquinanti presenti nel cordone ombelicale, data la disponibilità delle banche del cordone?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">10. per il futuro cosa si pensa di fare? Non sarebbe il caso di cominciare chiudendo definitivamente inceneritori come quello di Montale, per il quale esistono ormai le prove del suo coinvolgimento nella contaminazione riscontrata negli alimenti e perfino nel latte materno, e al tempo stesso abbandonare le dilaganti politiche di incenerimento di materiali di ogni tipologia e composizione? I rifiuti, come dice la legge, devono essere smaltiti “senza danno per la salute e per l’ambiente” e ciò è assolutamente possibile già oggi escludendo del tutto le combustioni ed evitando in buona misura anche il conferimento in discarica.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Conclusioni</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">Non aver dato, almeno fino ad ora, il giusto risalto al fatto che il latte materno, nelle aree industrializzate, è pesantemente contaminato non può essere casuale; vien da pensare che l’aver trascurato questo problema sia il frutto di una rimozione dei problemi più scomodi e drammaticamente coinvolgenti, che vengono di fatto relegati in una sorta di “inconscio collettivo”. Riconoscere infatti l’esistenza di una pesante contaminazione del latte materno nelle aree industrializzate non può non comportare, di conseguenza, il riconoscere il fallimento di un modello di “sviluppo” di una società come l’attuale, che non si è mai curata delle conseguenze delle proprie scelte e soprattutto delle ricadute su quella che dovrebbe essere al primo posto nei pensieri di una comunità civile, cioè l’infanzia. Se percepiamo appieno la gravità di aver inquinato fin anche il latte materno, non è più di consolazione sapere che determinati valori sono “nella media”: essere contaminati nella media o ammalati nella media o morti nella media non risparmia sofferenza e dolore e soprattutto non consola quando si prende consapevolezza che questa “media” è superiore a quanto sarebbe tollerabile o raccomandabile, non a causa di eventi ineluttabili, ma di scelte operate deliberatamente. Il proverbiale “mal comune” deve cessare di essere considerato “mezzo gaudio” e deve viceversa diventare lo stimolo ad unire le forze per trasformarlo in “bene comune”. Da tutto questo non può che conseguirne, specie per i medici e per tutti coloro che hanno responsabilità decisionali, l’impegno ad adottare immediate e concrete soluzioni, già oggi disponibili, che evitino in ogni modo la combustione di rifiuti e che portino alla completa inertizzazione dei materiali pericolosi. Bisogna contemporaneamente agire e studiare: se da un lato il problema della contaminazione del latte materno va approfondito con rigore in tutti i suoi aspetti, dall’altro bisogna già da subito evitare di aggravarlo, bandendo pratiche assurde quali quelle dell’incenerimento dei rifiuti, di biomasse e quant’altro. Per nessuna donna al mondo può esser accettabile anche solo l’idea di trasmettere al bimbo a cui ha dato la Vita, attraverso il proprio latte, pericolosi veleni. La consapevolezza che questo, purtroppo, è invece ciò che accade, non può non risvegliare le donne da un torpore durato già troppo a lungo, spingendole a riprendersi il diritto di trasmettere vita e non veleni alle proprie creature!</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">Patrizia Gentilini</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;"><a title="isde italia" href="http://www.isde.it/" target="_blank">Associazione Medici per l’ Ambiente</a></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">13 Febbraio 2010</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Bibliografia</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;">1. </span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: x-small;"><a title="medici pistoia" href="http://omceopt.splinder.com/archive/2010-01" target="_blank">http://omceopt.splinder.com/archive/2010-01</a></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;">2. A. Baccarelli Neonatal Thyroid function in Seveso 25 years after maternal exposure to dioxin PLos</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;">Medicine (2008) </span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: x-small;"><a title="plosmedicine" href="http://www.plosmedicine.org/home.action" target="_blank">http://www.plosmedicine.org/home.action</a></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;"> 1133-1142</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;">3. A. Schecter et al. Dioxin : an Overview Enivironmental Research 101 (2006) 419-428</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;">4. </span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: x-small;"><a title="diossina" href="http://ec.europa.eu/environment/dioxin/pdf/stage2/volume_3.pdf" target="_blank">http://ec.europa.eu/environment/dioxin/pdf/stage2/volume_3.pdf</a></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;">5. E.Stevenson et al. The aryl hydrocarbon receptor: a perspective on potential roles in the immune system Immunology, (2009), 127, 299–311 299</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">6. S. Jenkins Prenatal TCDD exposure predisposes for mammary cancer in rats Reprod. Toxicol. (2007); 23(3) 391-396</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">7. Furst.P et al. PCDD,PCDFs, PCDFs and dioxin-like PCBs in human milk and blood from Germany. Organohalogen Compounds (2002) 55, 251-254</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">8. Norèn K.et al. Certain organochlorine and organobromine contaminants in Swedish human milk in perspective of past 20-30 years. Chemosphere (2000) 40, 1111-1123</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">9. Wang S.L. et al. Infant exposure ti polychlorinated dibenzo-p-dioxin, dibenzofurans and biphenyls(PCDD/Fs, PCBs)- correlation between prenatal and postnatal exposure. Chemosphere (2004) 54, 1459-1473 10. Kuisue T. et al. et a Persistent organochlorines in human breast milk collected from primiparae in Dalian and Shenyang China. Environmental Pollution (2004) 131, 381-392</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">11. Wittsiepe J. et al. PCDD/F and dioxin-like PCB in human blood and milk from German mothers. al.,Chemosphere, (2007) 67(9): 286-94</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">12. Tajimi M. et al., PCDDs, PCdfs and Co-PCBs in human breast milk samples collected in Tokio, Japan. Acta Paediatr. (2004) 93(8):1098-102</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">13. Li J, Zhang L et al. A national survey of polychlorinated dioxins, furans (PCDD/Fs) and dioxin-like polychlorinated biphenyls (dl-PCBs) in human milk in China . Chemosphere. (2009) 75(9):1236-42.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">14. http://www.hcmagazine.it/autoimg/35.jpg</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;">15. L. T. Baldassarri PCDD/F and PCB in human serum of differently exposed population of an italian city Chemosphere 73 (2008) 5228-34</span></p>
<p></font></font></span><font face="Arial" size="3"> </p>
<p></font></span> </p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: small;"></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>IL SUOLO E&#8217; LA SOLUZIONE</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 15:17:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
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La 6° conferenza annuale dell&#8217;Alleanza Internazionale Rifiuti Zero, tenutasi a Puerto Princesa nelle Filippine ha chiesto che i governi del mondo riconoscano che il solo modo di risolvere i problemi causati dal cambio del clima dovuto all&#8217;umanità, è di ri-catturare il carbonio nel suolo della terra.
Questo evento internazionale, che ha avuto molto successo e si [...]]]></description>
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<div id="attachment_840" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a title="VI CONFERENZA INTERNAZIONALE RIFIUTI ZERO" href="http://ambientefuturo.org/?p=826" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-840" src="http://www.farmaciaannunziata.it/BlogWP/wp-content/uploads/2010/02/vi-conferenza-rifiuti-zero-300x225.jpg" alt="VI CONFERENZA INTERNAZIONALE RIFIUTI ZERO" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">VI CONFERENZA INTERNAZIONALE RIFIUTI ZERO</p></div>
<p> </p>
<p>La<a title="VI CONFERENZA INTERNAZIONALE RIFIUTI ZERO" href="http://ambientefuturo.org/?p=826" target="_blank"> 6° conferenza </a>annuale dell&#8217;Alleanza Internazionale Rifiuti Zero, tenutasi a <a title="VI CONFERENZA PUERTO PRINCESA" href="http://www.farmaciaannunziata.it/BlogWP/2009/10/zero-waste-international-alliance-parma-appeals/" target="_blank">Puerto Princesa </a>nelle Filippine ha chiesto che i governi del mondo riconoscano che il solo modo di risolvere i problemi causati dal cambio del clima dovuto all&#8217;umanità, è di ri-catturare il carbonio nel suolo della terra.</p>
<p>Questo evento internazionale, che ha avuto molto successo e si è tenuto in collaborazione con l&#8217;associazione Madre Terra delle Filippine, in due giorni ha registrato la partecipazione di migliaia di delegati (compresi delegati provenienti dall&#8217;Australia, Belgio, India, Italia, Sud Africa, Tailandia, Regno Unito e Stati Uniti), ha firmato una risoluzione da presentare a Copenhagen alla riunione mondiale sui cambiamenti climatici, a sostegno del ritorno al suolo di tutti gli scarti organici come fertilizzante di alta qualità.</p>
<p>&#8220;Dobbiamo coinvolgere la popolazione di tutto il mondo perché giochi il proprio ruolo nella soluzione di questo problema che riguarda tutta l&#8217;umanità&#8221; ha detto la presidente nazionale di Madre Terra, <a title="sonia mendoza" href="http://www.youtube.com/watch?v=nEzw96S-hGU" target="_blank">Sonia Mendoza</a>.</p>
<p>&#8221; Un passo fondamentale nella strategia `rifiuti zero&#8217; è quello di rimuovere ogni materiale organico, convertibile in fertilizzante organico, da quello che noi scartiamo. Ciascuno di noi produce scarti organici ogni giorno della propria vita. Se i cittadini separano questi materiali con una raccolta attenta, noi possiamo offrire gli spunti di base per un&#8217;agricoltura sostenibile a favore dei nostri nipoti&#8221; ha detto.</p>
<p>Alla conferenza è stato detto che la Fondazione Madre Terra ha incoraggiato e promosso programmi molto avanzati ma anche molto semplici per la produzione di fertilizzante in molti `barangays&#8217; che sono le unità amministrative più piccole delle Filippine. L&#8217;organizzazione ha avuto molto successo nella varietà di programmi di riciclaggio che ha fondato in tutte le Filippine.</p>
<p>&#8220;Il nostro gruppo si è focalizzato sulla popolazione locale, ma abbiamo appreso a questa conferenza che gruppi Rifiuti Zero in tutto il mondo hanno il nostro stesso obbiettivo e questo ci offre una meravigliosa opportunità&#8221;. Ha detto la Sig.a Mendoza.</p>
<p>Rick Anthony, il portavoce della Alleanza Internazionale Rifiuti Zero, ha aggiunto che &#8220;Siamo stati ispirati dagli sviluppi nelle Filippine. Riconosciamo che l&#8217;avidità e l&#8217;eccessivo consumo delle nazioni ricche ha creato questo problema sulla nostra terra. Questo problema si potrà risolvere attraverso comunità locali che lavorano insieme e comunicano fra di loro in tutto il mondo.&#8221;</p>
<p>La Sig.a Mendoza sarà presente alla conferenza di Copenhagen con un gruppo di rappresentanti delle Filippine e porterà avanti la risoluzione della 6° Conferenza annuale Rifiuti Zero che afferma che l&#8217;unica soluzione è un suolo fertile e sano.</p>
<p>La risoluzione finale afferma:</p>
<p>1. A sostegno dei figli dei nostri figli, riconosciamo che questa generazione ha la responsabilità di riparare i danni causati dall&#8217;umanità provocando il riscaldamento globale.<br />
2. Il modo più semplice, veloce e più efficace sotto il profilo dei costi per re-indirizzare il riscaldamento globale, è di incoraggiare ogni essere umano a separare alla fonte ogni frazione organica dagli altri scarti, così che possano essere trasformati in fertilizzanti e reimmessi in agricoltura. In questo modo il carbonio potrà essere inglobato nei terreni della terra.<br />
3. <strong><em>Ci rivolgiamo a tutti i governi</em></strong> perché si impegnino a dare il loro sostegno affinchè ogni città e ogni regione del mondo possa divenire il più possibile indipendente nella sostenibilità.<br />
4. Noi affermiamo inoltre che diamo il nostro incoraggiamento a tutti i cittadini e a tutte le organizzazioni nel mondo che sono radicate nella terra perché tengano presente questo messaggio e facciano tutto quello che possono per convincere le loro amministrazioni locali, statali e nazionali ad adottare questo passo fondamentale, e cioè di trasformare il rifiuto organico in fertilizzante, separandolo dalle altre linee di rifiuti.<br />
5. In breve, per salvare la nostra specie abbiamo bisogno di salvare il nostro terreno,<strong><em> il terreno è la soluzione</em></strong>.</p>
<p>Argomentazioni a sostegno:</p>
<p>La riduzione dei rifiuti organici in concime possiede la chiave per risolvere quattro problemi critici che il nostro pianeta è chiamato a fronteggiare :</p>
<p>1. Il cambiamento climatico globale<br />
2. Lo sfruttamento del terreno e dei suoi elementi nutritivi<br />
3. Disoccupazione, soprattutto nelle grandi città<br />
4. Risparmio energetico</p>
<p>1) Il cambiamento climatico globale. Imprigionando il carbonio nel terreno, si riduce il surriscaldamento globale che altrimenti verrebbe causato dall&#8217;anidride carbonica, rilasciata rapidamente quando questo materiale viene bruciato, o dal metano che viene rilasciato più lentamente nelle discariche. Per quanto l&#8217;aggiunta di fertilizzante organico al terreno riduca la necessità di uno strato da arare derivato da altre fonti come la torba e da fertilizzanti sintetici intensivi ed energetici, riduce inoltre anche l&#8217;impatto sul riscaldamento globale.<br />
2) Arricchimento del terreno. E&#8217; inutile dire che il compostaggio in scala massiccia riempirà di minerali vitali ed altri nutrienti il suolo sfruttato e perciò è di importanza cruciale non solo per l&#8217;agricoltura ma anche per la salute dell&#8217;umanità.<br />
3) Disoccupazione. Una volta che il residuo organico viene separato dai rifiuti domestici, il materiale restante è molto più facile da immagazzinare, trattare e recuperare per oggetti di riuso e per la frazione riciclabile. Una volta che le città avranno rimosso l&#8217;organico dalle loro linee di rifiuti, sarà un compito relativamente facile utilizzare vasti depositi per recuperare vetro, metalli, plastiche, legno, ceramica ecc. e creare sia piccole che grandi attività ed un gran numero di posti di lavoro in questo processo. A Brescia, in Italia gli amministratori locali hanno speso più di 300 milioni di euro per costruire un gigantesco inceneritore che ha prodotto soltanto 80 posti di lavoro a tempo pieno. In Nova Scozia (una provincia del Canada) si è speso molto di meno per un programma di raccolta domiciliare di rifiuti organici e riciclabili e si sono creati 1000 posti di lavoro con la raccolta ed il trattamento dei materiali di rifiuto e altri 2000 posti di lavoro nelle industrie che utilizzano quei materiali secondari per produrre di nuovo.<br />
4) Risparmio energetico. Accelerando il recupero di più oggetti e materiali per il riuso ed il riciclo, si può risparmiare ancor più energia (energia nascosta) quando questi materiali e oggetti ritornano in commercio. Il riciclo riduce il consumo di energia necessaria per l&#8217;estrazione e la spedizione di materie prime in tutto il globo; il riuso di oggetti riduce sia l&#8217;impatto delle estrazioni che quello delle lavorazioni. ICF, una società di consulenza canadese, afferma che <strong><em>si risparmia 10 volte più energia nel riciclare la plastica piuttosto che bruciarla per produrre altra energia, e per un particolare tipo di plastica, la PET, si arriva a risparmiare energia fino a 26 volte in più</em></strong>. <a title="Jeffrey Morris" href="http://www.slideshare.net/matierno/rifiuti-zero-jeff-morris-economista-analisi-ciclo-vita-presentation" target="_blank">Jeffrey Morris </a>dice che in totale si risparmia energia fino a 4 volte in più riciclando tutti gli scarti domestici, piuttosto che bruciarli per produrre energia.</p>
<p>Tornando al punto 1, in totale, una relazione europea indica che <strong><em>la combinazione di riciclo e compostaggio riduce le emissioni dei gas che causano il riscaldamento globale di circa 46 volte in più di un inceneritore che produce energia</em></strong> (AEA, 2001).</p>
<p>Le persone hanno bisogno di buon cibo, aria pulita, acqua pulita e di comunità forti. <a title="rifiuti zero" href="http://www.comunivirtuosi.org/index.php/rifiuti" target="_blank">Rifiuti Zero </a>offre tutto questo, ma <strong><em>il mondo prenderà nota di questo messaggio in tempo</em></strong>?</p>
<p>from:<a title="soil is the solution" href="http://ambientefuturo.org/wp-content/uploads/2009/11/press-release-press-release-press-release.pdf" target="_blank"> ambientefuturo</a></p>
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		<title>2010: ANNO dell&#8217; ACQUA</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 21:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
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Questo è l’anno dell’acqua, l’anno in cui noi italiani dobbiamo decidere se l’acqua sarà merce o diritto fondamentale umano.
Il 19 novembre 2009, il governo Berlusconi ha votato la legge Ronchi , che privatizza i rubinetti d’Italia. E’ la sconfitta della politica, è la vittoria dei potentati economico-finanziari. E’ la vittoria del mercato, la mercificazione della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_837" class="wp-caption aligncenter" style="width: 130px"><a title="SAN FRANCESCO, SORELLA ACQUA" href="http://www.youtube.com/watch?v=1lOE7T1w-xA" target="_blank"><img class="size-full wp-image-837" src="http://www.farmaciaannunziata.it/BlogWP/wp-content/uploads/2010/02/acqua-prof-petrella.jpg" alt="SAN FRANCESCO, SORELLA ACQUA" width="120" height="90" /></a><p class="wp-caption-text">SAN FRANCESCO, SORELLA ACQUA</p></div>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Questo è l’anno dell’acqua, l’anno in cui noi italiani dobbiamo decidere se l’acqua sarà merce o diritto fondamentale umano.<br />
Il 19 novembre 2009, il governo Berlusconi ha votato la legge Ronchi , che privatizza i rubinetti d’Italia. E’ la sconfitta della politica, è la vittoria dei potentati economico-finanziari. E’ la vittoria del mercato, la mercificazione della ‘creatura’ più sacra che abbiamo:’sorella acqua’.<br />
Questo decreto sarà pagato a caro prezzo dalle classi deboli di questo Paese, che, per l’aumento delle tariffe, troveranno sempre più difficile pagare le bollette dell’acqua (avremo così cittadini di serie A e di serie B!). Ma soprattutto, la privatizzazione dell’acqua, sarà pagata dai poveri del Sud del mondo con milioni di morti di sete.<br />
Per me è criminale affidare alle multinazionali il bene più prezioso dell’umanità (‘l’oro blu’), bene che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici (scioglimento dei ghiacciai e dei nevai) sia per l’incremento demografico.<br />
L’acqua è un diritto fondamentale umano, che deve essere gestito dai Comuni a totale capitale pubblico, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile.<br />
Purtroppo, il nostro governo, con la legge Ronchi, ha scelto un’altra strada, quella della mercificazione dell’acqua.<br />
Ma sono convinto che la vittoria dei potentati economico-finanziari si trasformerà in un boomerang.<br />
E’ già oggi notevole la reazione popolare contro questa decisione immorale. Questi anni di impegno e di sensibilizzazione sull’acqua, mi inducono ad affermare che abbiamo ottenuto in Italia una vittoria culturale ,che ora deve diventare politica.<br />
Ecco perché il Forum italiano dei Movimenti per l’acqua pubblica, lancia ora il Referendum abrogativo della Legge Ronchi, che dovrà raccogliere, fra aprile e luglio 2010, circa seicentomila firme. Non sarà un referendum solo abrogativo, ma una vera e propria consultazione popolare su un tema molto chiaro:o la privatizzazione dell’acqua o il suo affidamento ad un soggetto di diritto pubblico.<br />
Le date del referendum verranno annunciate in una grande manifestazione nazionale a Roma il 20 marzo, alla vigilia della Giornata Mondiale dell’acqua (22marzo).<br />
Nel frattempo chiediamo a tutti di costituirsi in gruppi e comitati in difesa dell’acqua, che siano poi capaci di coordinarsi a livello provinciale e regionale.<br />
E’ la difesa del bene più prezioso che abbiamo (aria e acqua sono i due elementi essenziali per la vita!). Chiediamo a tutti i gruppi e comitati di fare pressione prima di tutto sui propri Comuni affinché convochino consigli monotematici per dichiarare che l’acqua è un bene di non rilevanza economica. Questo apre la possibilità di affidare la gestione dell’acqua ad un soggetto di diritto pubblico.<br />
Abbiamo bisogno che migliaia di Comuni si esprimano. Potrebbe essere questo un altro referendum popolare propositivo.<br />
Solo un grande movimento popolare trasversale potrà regalarci una grande vittoria per il bene comune. Sull’acqua ci giochiamo tutto, anche la nostra democrazia.<br />
Dobbiamo e possiamo vincere. Ce l’ha fatta Parigi (la patria delle grandi multinazionali dell’acqua ,Veolia, Ondeo ,Saur che stanno mettendo le mani sull’acqua italiana) a ritornare alla gestione pubblica. Ce la possiamo fare anche noi.<br />
Mobilitiamoci !E’ l’anno dell’acqua!</p>
<p><a title="MALEDETTI VOI !" href="http://www.youtube.com/watch?v=XYdkiJ_vy_I" target="_blank">Padre Alex Zanotelli</a></p>
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		<title>ACQUA PUBBLICA INALIENABILE !!!</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 19:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
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A Torino l&#8217;acqua rimane pubblica grazie a una delibera di iniziativa popolare approvata in Consiglio Comunale. La delibera è stata sottoscritta da 12.000 cittadini su iniziativa del Comitato Acqua Pubblica e ha avuto parere favorevole delle 10 circoscrizioni torinesi. E&#8217; stato inserito nello Statuto del Comune il testo: &#8220;In osservanza della legge, la proprietà delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_830" class="wp-caption aligncenter" style="width: 220px"><a title="MALEDETTI !!!" href="http://www.youtube.com/watch?v=oPQnTRDanQc&amp;feature=related" target="_blank"><img class="size-full wp-image-830" src="http://www.farmaciaannunziata.it/BlogWP/wp-content/uploads/2010/02/acqua-pubblica.gif" alt="ACQUA PUBBLICA" width="210" height="157" /></a><p class="wp-caption-text">ACQUA PUBBLICA</p></div>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>A Torino l&#8217;acqua rimane pubblica grazie a una <a href="http://www.acquapubblicatorino.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=161:approvata-la-delibera-diniziativa-popolare-per-lacqua-pubblica&amp;catid=1:ultime&amp;Itemid=50" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">delibera di iniziativa popolare</span></a> approvata in Consiglio Comunale. La delibera è stata sottoscritta da 12.000 cittadini su iniziativa del <a href="http://www.acquapubblicatorino.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=47&amp;Itemid=28" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Comitato Acqua Pubblica</span></a> e ha avuto parere favorevole delle 10 circoscrizioni torinesi. E&#8217; stato inserito nello Statuto del Comune il testo: &#8220;<em>In osservanza della legge, la proprietà delle infrastrutture e delle reti del servizio idrico integrato è pubblica e inalienabile. La Città si impegna per garantire che la gestione del servizio idrico integrato sia effettuata esclusivamente mediante soggetti interamente pubblici</em>&#8220;. Il <a href="http://www.blogeko.it/2009/il-governo-pone-la-fiducia-sulla-privatizzazione-dellacqua-e-parigi-la-municipalizza-di-nuovo/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Governo delle privatizzazioni</span></a> è stato sconfitto. Chiamparino in tutto questo non c&#8217;entra, anzi. L&#8217;approvazione è stata ardua: due votazioni, ma ne sarebbe stata sufficiente una se nella prima avessero detto sì i due terzi dei consiglieri. Mancavano tre voti, uno era del sindaco Chiamparino.</p>
<p>from: <a title="blog beppe grillo" href="http://www.beppegrillo.it/2010/02/lacqua_pubblica_di_torino.html" target="_blank">Beppe Grillo blog</a></p>
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		<title>CENTRALI NUCLEARI &amp; &#8216;NDRANGHETA !!!</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 11:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[No Nucleare!]]></category>

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“Sono stato a Caorso e che cosa ho scoperto? Che lo Stato italiano, il governo Berlusconi, ha affidato lo smantellamento delle centrali nucleari alla ‘ndrangheta, ad una delle più potenti e pericolose &#8220;&#8216;ndrine&#8221;, tramite una società che si chiama Ecoge e ha sede a Genova. (…) ho fotografato i camion della ‘ndrangheta, della società Ecoge, [...]]]></description>
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<div id="attachment_826" class="wp-caption aligncenter" style="width: 130px"><a title="centrali nucleari e 'ndrangheta" href="http://www.youtube.com/watch?v=XdvB9BDy7Kc" target="_blank"><img class="size-full wp-image-826" src="http://www.farmaciaannunziata.it/BlogWP/wp-content/uploads/2010/02/centrali-nucleari.jpg" alt="centrali nucleari e 'ndrangheta" width="120" height="90" /></a><p class="wp-caption-text">centrali nucleari e &#39;ndrangheta</p></div>
</div>
<div>“Sono stato a Caorso e che cosa ho scoperto? Che <strong>lo Stato</strong> italiano, il governo Berlusconi, <strong>ha affidato lo smantellamento delle centrali nucleari alla ‘ndrangheta</strong>, ad una delle più potenti e pericolose &#8220;&#8216;ndrine&#8221;, tramite una società che si chiama Ecoge e ha sede a Genova. (…) ho fotografato i camion della ‘ndrangheta, della società Ecoge, che caricavano i rifiuti nucleari all&#8217;interno dei container, container trasportati a Genova. E li ho seguiti … e poi a La Spezia …in attesa di navi da affondare! E questo adesso! Ora! Non 20 anni fa!”</p>
<p>Fa rabbrividire <strong>la denuncia</strong>, urlata lo scorso 12 dicembre a Palermo dal palco di “Verso l’alba di una nuova resistenza” (happening dell’attivismo anti-mafia) da <strong>Gianni Lannes</strong>, giornalista d’inchiesta specializzato in ecomafie (e per questo già vittima di intimidazioni e attentati), già collaboratore de La Stampa e Repubblica e direttore di Italia Terra Nostra. Una denuncia caduta nel silenzio: “il mio giornale, &#8216;La Stampa&#8217;, mi ha impedito di scriverne – accusa Lannes nel suo intervento - e nessun giornale italiano ha preso in considerazione questa situazione: mi hanno sbattuto la porta in faccia tutti, da &#8216;La Repubblica&#8217; dove ho lavorato per anni al &#8216;Corriere della Sera&#8217; a &#8216;L&#8217;Epresso&#8217; &#8220;.</p>
<p>Nel suo discorso (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=XdvB9BDy7Kc" target="_blank">qui il video</a>) Lannes descrive un sistema di smaltimento illegale basato sulle “navi dei veleni” che va avanti da decenni con connivenze e <strong>responsabilità ai massimi piani</strong> della politica e dell’industria: “alla fine di gennaio (ndr, 2010) vi dimostreremo - documenti e prove alla mano - che nei mari italiani dal 1974 sono state affondate tantissime navi. Industriali europei hanno questa responsabilità, e anche quelli italiani: la Montedison, l&#8217;ENI, l&#8217;ENEL, soltanto per restare in Italia. E poi i rifiuti nucleari: hanno utilizzato le mafie, hanno utilizzato le &#8216;ndrine per affondare le navi, lo Stato ha fatto questo! I governi - vero Andreotti? altro che organico alla mafia - hanno dato le direttive”.</p>
<p>Storie complicate e ancora oscure su cui non è facile fare luce. Ad esempio, <strong>Ecoge</strong> - la società della famiglia calabrese dei Mamione - che secondo la denuncia sarebbe legata alla’ndrangheta e starebbe smaltendo illegalmente le scorie di Caorso,  è da tempo al centro delle attenzioni di investigatori e associazioni per la difesa della legalità (si veda il <a href="http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=29&amp;Itemid=26" target="_blank">dossier</a> della Casa della legalità e la cultura e questo <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/06/19/quegli-agganci-vantati-in-pubblico-tranquilli-sono.html" target="_blank">articolo</a> da La Repubblica di Genova). Tuttavia, nonostante varie denunce per reati ambientali, ancora mancano  sentenze che individuino eventuali responsabilità penali. Al telefono con Qualenergia.it l’azienda non commenta.</p>
<p>Sogin, la società che gestisce il decomissioning dell’impianto di Caorso,  interpellata,  invece <strong>esclude che il giornalista sia entrato</strong> nell’impianto come sostiene. Quanto ai rapporti con Ecoge si sarebbero conclusi da febbraio 2009: la società aveva vinto una gara per l’acquisto di rottami metallici (“principalmente da tondini di armatura derivanti dalla demolizione delle torri di raffreddamento”) ma il contratto è stato poi scisso per mancato rispetto delle condizioni da parte della ditta dei Mamione.</p>
<p>Quello che sta veramente succedendo a Caorso lo si saprà  con certezza solo quando sarà già accaduto? Se non le sentenze di tribunale si attende  con ansia di leggere l’inchiesta di Lannes. Intanto l’unica cosa sicura è che, in un paese come il nostro in cui le mafie hanno dimostrato di gestire una quota rilevante del settore dei rifiuti pericolosi, lo smaltimento delle scorie nucleari e il decommissioning delle centrali, già problematico in sé, potrebbe essere ancora più rischioso.</p>
<p>GM</p></div>
<div> </div>
<div>28 gennaio 2010</div>
<div>from: <a title="qualeenergia" href="http://www.qualenergia.it/view.php?id=1259&amp;contenuto=Articolo" target="_blank">Qualenergia</a></div>
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		<title>VENETO: ADDIO INCENERITORI !</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 10:59:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[No Inceneritori! - Alternative Incenerimento]]></category>

		<category><![CDATA[No inceneritori!]]></category>

		<category><![CDATA[Salute]]></category>

		<category><![CDATA[inceneritori]]></category>

		<category><![CDATA[VENETO]]></category>

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VENEZIA (29 gennaio) - Il consiglio regionale ha approvato con 28 voti
favorevoli, nove contrari e quattro astenuti un emendamento alla legge
finanziaria 2010 che stabilisce che non possano essere approvati progetti di
impianti di smaltimento o recupero di rifiuti speciali, pericolosi e non, né
concesse autorizzazioni all&#8217;esercizio di nuovi impianti, prima che entri in
vigore il piano regionale per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_820" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a title="veneto, addio inceneritori !" href="http://www.youtube.com/watch?v=7_mUucSYAII" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-820" src="http://www.farmaciaannunziata.it/BlogWP/wp-content/uploads/2010/02/100_1143-300x200.jpg" alt="NO INCENERITORE, SI' RIFIUTI ZERO" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">NO INCENERITORE, SI&#39; RIFIUTI ZERO</p></div>
<p> </p>
<p> </p>
<p><a title="VENETO, ADDIO INCENERITORI !" href="http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=89306&amp;sez=NORDEST&amp;ctc=30&amp;ordine=desc" target="_blank">VENEZIA (29 gennaio)</a> - Il consiglio regionale ha approvato con 28 voti<br />
favorevoli, nove contrari e quattro astenuti un emendamento alla legge<br />
finanziaria 2010 che stabilisce che non possano essere approvati progetti di<br />
impianti di smaltimento o recupero di rifiuti speciali, pericolosi e non, né<br />
concesse autorizzazioni all&#8217;esercizio di nuovi impianti, prima che entri in<br />
vigore il piano regionale per la gestione dei rifiuti speciali. Eventuali<br />
inceneritori o termovalorizzatori potranno essere realizzati solo in presenza<br />
di una deliberazione del consiglio provinciale competente, previo parere<br />
dell&#8217;osservatorio rifiuti dell&#8217;Arpav.</p>
<p>L&#8217;emendamento, primo firmatario Pietrangelo Pettenò di Rifondazione Comunista,<br />
è stato sottoscritto da una ventina di consiglieri di tutti gli schieramenti,<br />
compresi gli assessori Maria Luisa Coppola e Renzo Marangon. Contrario, invece,<br />
l&#8217;assessore Giancarlo Conta soprattutto perché - ha detto - in questo modo<br />
tutti gli impianti vengono bloccati a tempo indeterminato. Contrario anche<br />
Nereo Laroni (Npsi-Pdl) che ha paventato gravi conseguenze sull&#8217;economia dal<br />
blocco di questi impianti.</p>
<p>Tale decisione blocca quindi i due progettati inceneritori di rifiuti speciali<br />
nel Trevigiano, a Silea e a Mogliano, contro i quali si sono mobilitati<br />
comitati e le dieci amministrazioni comunali interessate i cui rappresentanti<br />
erano presenti oggi con un sit-in nei pressi di palazzo Ferro-Fini.<br />
Analogamente viene bloccato anche il progettato impianto di smaltimento di<br />
rifiuti industriali di Pincara in Polesine. L&#8217;emendamento approvato stanzia,<br />
inoltre, 10 mila euro &#8220;per compiere studi e analisi dei fabbisogni e della<br />
qualità dei rifiuti prodotti e per la definizione dei criteri in base ai quali<br />
individuare le aree idonee ad accogliere impianti di smaltimento&#8221;.</p>
<p>«Ringrazio il gruppo della Lega Nord per la responsabilità che hanno<br />
dimostrato bloccando un progetto, che di fatto non era assistito e supportato<br />
da strategie, dati e pianificazione - afferma il presidente della Provincia di<br />
Treviso, il leghista Leonardo Muraro -. Un&#8217;emotività irrazionale che per<br />
fortuna del Veneto, regione che ha dimostrato grande serietà e ottimi risultati<br />
nello smaltimento dei rifiuti, andava fermata. Adesso, questo non significa<br />
bloccare tutto. Bisogna rimboccarsi le maniche e studiare, seriamente, un piano<br />
per i rifiuti speciali da presentare nell&#8217;interesse del Veneto, degli<br />
imprenditori e degli artigiani». Soddisfazione è espressa anche dal consigliere<br />
regionale Diego Bottacin (Pd): «Fortunatamente siamo giunti ad un accordo e<br />
abbiamo approvato un emendamento, sostenuto da maggioranza e opposizione, che<br />
di fatto blocca l&#8217;autorizzazione alla costruzione e all&#8217;esercizio di nuovi<br />
impianti come inceneritori, termovalorizzatori e discariche in mancanza di un<br />
piano regionale di gestione dei rifiuti speciali, anche pericolosi».</p>
<p>from: <a title="Veneto, addio inceneritori !" href="http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=89306&amp;sez=NORDEST&amp;ctc=30&amp;ordine=desc" target="_blank">Il Gazzettino Veneto</a></p>
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