Pelle e sole: quando la prevenzione si impara a scuola

Protagonista l'amido, importante alleato per la protezione dai raggi UV

Pelle, Raggi UV, Protezione, Prevenzione, Cura, Amido, Crema, Idratazione. Sono le parole chiave del Progetto educativo Euphidra for Kids, promosso da Zeta Farmaceutici in collaborazione con Pleiadi, che parte dalle scuole del Piemonte. Un percorso per trasmettere scientificamente l’importanza di proteggere e curare la nostra pelle, fin da bambini. La pelle è l’organo più grande del nostro corpo, che arriva a pesare anche 14 kg in un adulto. Ci protegge dall’esterno, da traumi, radiazioni ultraviolette, microrganismi ed agenti chimici, impedisce la perdita di liquidi e ha una funzione sensoriale. Va protetta al meglio con una cura quotidiana, soprattutto quando è esposta al sole. Più del 50% dell’esposizione ai raggi UV degli esseri umani nel corso della loro vita avviene durante l’infanzia. Questo dato fa capire immediatamente quanto sia importante proteggere i bambini dal sole e da possibili eritemi per ridurre il rischio a distanza di tumori della pelle. La sovraesposizione ai raggi solari è più dannosa nei bambini rispetto a quanto lo sia negli adulti perché lo strato corneo più superficiale e più protettivo della pelle è più sottile, inoltre la produzione di melanina è ridotta rispetto agli adulti.

Protagonisti del Progetto educativo gli studenti, circa 3.000, delle classi elementari III, IV e V che parteciperanno a 100 laboratori interattivi e sperimentali, in aula, alla scoperta del concetto di prevenzione. Guidati da explainers, approfondiranno la conoscenza della struttura della pelle, capiranno cosa sono i raggi UV e che impatto hanno, nonché le giuste accortezze per evitare i danni della radiazione solare. Euphidra for Kids scende in campo in vista dell’estate! Sempre con un approccio pratico, un metodo scientifico e tanti esperimenti dimostrativi. Queste le parole di Marta Benedetti, amministratore delegato Zeta Farmaceutici:”In questo quarto anno di progettualità, Euphidra for Kids ritorna finalmente in classe per poter coinvolgere attivamente le alunne e gli alunni. Nonostante il periodo di difficoltà, abbiamo deciso di continuare con la missione più importante di tutte: divulgare la cultura scientifica e contribuire alla crescita degli adulti del domani, fornendo loro strumenti concreti per indagare e comprendere la realtà”. Il laboratorio: learning by doing per un apprendimento efficace Focus iniziale sull’amido di riso, per comprendere come questa sostanza sia una vera alleata nella protezione e cura della pelle. In un esperimento d’impatto e carico di curiosità per un inizio del laboratorio stupefacente, i bambini costruiranno la molecola di amido unendo in una lunga catena, come un polimero, tutti gli elementi singoli che rappresentano il glucosio, mattone essenziale della molecola dell’amido. Gli studenti impareranno a conoscere la pelle: con l’aiuto di uno stereomicroscopio digitale osserveranno la pelle da vicino, concentrandosi sullo strato più esterno, l’epidermide, per comprenderne le caratteristiche principali. Poi, con il supporto di schede didattiche, osserveranno diverse tipologie di pelle in modo da poter riconoscere la propria. Si passerà alla conoscenza dei raggi UV, parte della radiazione solare che ha un impatto diretto sulla nostra pelle e che, se non gestiti con attenzione, possono causare danni. Con una scheda e alcuni esempi quotidiani, si introdurrà la radiazione solare, da conoscere per poter usare il giusto prodotto per la cura della nostra pelle. L’attività del laboratorio è interessante: attraverso una lampada UV gli studenti capiranno in modo pratico come il sole emette tali raggi, le varie tipologie, ad esempio UVA, UVB e in che modo possiamo schermare i più dannosi. Come agisce una crema solare? Come vengono catalogate secondo il grado di protezione? Per comprenderlo in modo efficace, i bambini saranno coinvolti in un esperimento pratico:utilizzeranno delle speciali perline bianche che cambiano colore quando irradiate dalla radiazione UV; applicandoci sopra la Crema Solare Euphidra, invece, le perline non si coloreranno più, in quanto la crema sarà perfettamente in grado di schermare la radiazione UV. Euphidra nasce da Zeta Farmaceutici, il gruppo farmaceutico italiano tra i primi a portare la cosmetica in farmacia. Euphidra unisce il valore di due grandi tradizioni italiane riconosciute in tutto il mondo: la farmaceutica e la cosmetica.

Fonte: askanews.it

A Parma le Autorità cittadine decisero nel 2006 circa di costruire un inceneritore per risolvere il problema dei rifiuti.

La Farmacia SS. Annunziata, in qualità di presidio sanitario chiamato a promuovere la salute e corretti stili di vita, ha cercato nel tempo di proporre alternative rispettose di ambiente, salute e risorse limitate in un pianeta limitato.

Tante le iniziative intraprese tra le quali un viaggio a San Francisco per cercare di contattare l'Amministrazione guidata allora dal Sindaco Gavin Newsom e far conoscere ai cittadini ducali la realtà di una delle metropoli più affascinanti e importanti del mondo che ha fatto della green economy una bandiera.

Capitale mondiale con un milione di abitanti che parlano tre lingue, inglese spagnolo cinese, con strade saliscendi, palazzi slanciati verso il cielo, è riuscita a organizzare una raccolta differenziata porta a porta molto efficace, convincente e partecipata.

Una testimonianza incisiva che avrebbe potuto dissuadere i politici di Parma dall'idea di costruire un'industria insalubre di classe I ( la più pericolosa ) in un territorio caratterizzato per qualità e tipicità dei prodotti a fianco della Barilla, uno dei più importanti pastifici del mondo.

Francesco e il Dr. Ajuah partirono così alla volta della Bay area seguendo i segnali che le stelle indicavano loro come Santiago nell' "Alchimista" di Coelho.

Un viaggio entusiasmante che li porta a visitare impianti di compostaggio e di riciclo famosi nel mondo come il Pier 96, a intervistare il Sindaco di Berkeley e l'Amministrazione di San Francisco rappresentata da Kevin Drew ( Residential & special project zero waste coordinator San Francisco ). 

Il Sindaco Newsom per impegni istituzionali non potè ricevere i due ambasciatori che lasciarono comunque un regalo portato dalla loro terra.

Dopo pochi mesi il Sindaco di Parma Pietro Vignali e la Farmacia per conoscenza ricevettero una lettera dall'Amministrazione californiana che venne presentata alla cittadinanza in una serata memorabile in Teatro Due...

Domani incontro con Costa. Ass. pazienti pronte a vie legali

“La cannabis medica contro il dolore cronico è introvabile. E questo rende impossibile mantenere una continuità terapeutica”. E’ l’appello che arriva dalle associazioni di pazienti che domani incontrano il Tavolo tecnico del Ministero istituito e presieduto dal sottosegretario alla Salute, Andrea Costa.
I medicinali a base di cannabis terapeutica sono regolarmente utilizzati per il supporto alle cure di specifiche patologie dietro prescrizione medica e fanno parte dei piani terapeutici di cura per il dolore di numerosi Centri Ospedalieri e ASL nel territorio nazionale. In diverse Regioni e, in base alla patologia, queste preparazioni sono rimborsate dal SSN.

“Attualmente sono sette le patologie che rientrano, secondo il decreto Lorenzin, nell’erogazione gratuita da parte dello stato di cannabis terapeutica – spiega ad Askanews la Presidente del Comitato Pazienti Cannabis Medica, Santa Sarta – ma in realtà le malattie che da questo uso terapeutico della cannabis potrebbero trarre benefici sono molte di più. Purtroppo da cinque anni la cannabis continua a scarseggiare ciclicamente nelle farmacie e in questi ultimi tempi è diventata veramente un miraggio. Questo fa sì che oltretutto non ci sia continuità terapeutica”.
Nel nostro Paese, la prescrizione del medico (Ricetta Non Ripetibile RNP) per preparazioni magistrali a base di cannabis per uso medico e’ dispensata dal farmacista che – sulla base delle prescrizioni – acquista la sostanza attiva (infiorescenza)e allestisce le preparazioni magistrali.

“Per i malati, avere a disposizione il trattamento della cannabis terapeutica è fondamentale e rappresenta spesso l’unica possibilità di dare sollievo alle loro gravi sofferenze fisiche”, spiegano le associazioni.
L’acquisto di infiorescenze avviene mediante richiesta al Ministero della Salute da parte delle Regioni (fabbisogno annuo di ASL e farmacie ospedaliere) o degli importatori autorizzati. Il fabbisogno si basa sull’andamento storico delle forniture attribuite l’anno precedente e quindi negli anni è rimasto insufficiente rispetto alla crescente platea di pazienti che si è via via riscontrata.

“In questo momento – sottolinea Sarta – l’unico produttore nazionale è l’Istituto farmaceutico di Firenze, che non riesce assolutamente a soddisfare il fabbisogno nazionale.
Per quanto riguarda l’attività di importazione, l’unico canale di approvvigionamento diretto dall’estero autorizzato è quello olandese”, in virtù di un accordo commerciale tra il Governo italiano e olandese che obbliga gli importatori a rivolgersi esclusivamente ad un’azienda.
Il numero dei pazienti italiani che oggi fa ricorso a tali medicinali è stimato in oltre 50.000. A fronte di un fabbisogno stimato in almeno 10 tonnellate annue, la quantità di materia prima importata dall’Olanda è di circa 600kg mentre i restanti 200-250kg sono prodotti a Firenze. Il nostro Paese è quindi in grado di mettere a disposizione solo 850kg complessivi. A solo titolo esemplificativo, la Germania – che ha una popolazione di 80 milioni di abitanti, circa 60 mila pazienti ed un sistema sanitario simile a quello del nostro Paese – ha recentemente chiesto l’autorizzazione all’International Narcotic Board, per importare circa 30 tonnellate di materia prima. Nel mercato tedesco, l’approvvigionamento di infiorescenze avviene da diversi Paesi, sia europei che extra europei come: Malta, Spagna, Olanda, Canada, Portogallo ed Israele.
Esistono infatti diversi produttori ed esportatori, sia europei che extra europei, che, al pari dell’azienda olandese, sono regolarmente autorizzati dall’International Narcotic Board e le produzioni sono regolarmente certificate: “Noi chiediamo – chiarisce Sarta – che l’Italia apra questi altri canali. E domani al sottosegretario Costa presenteremo un documento sottoscritto dalle associazioni dei pazienti della cannabis terapeutica che chiedono allo Stato che venga fatto qualcosa di concreto per colmare il gap ormai decennale tra domanda di cannabis medica in Italia e produzione e importazioni autorizzate dal Ministero della Salute. Ci aspettiamo un parere positivo perchè sappiamo che altrimenti i prossimi mesi saranno terribili per i pazienti. Se non dovessimo avere riscontro, siamo pronti anche a passare alle vie legali”.

(Maria Paola D’Emilio)


Fonte: askanews.it

Anche la pandemia più sofferta dagli under 30

Con la pandemia, gli italiani anziani si sono dimostrati molto più resilienti dei giovani. Se durante il lockdown, con tutte le sue restrizioni e opportune segregazioni, si temeva un incremento dei suicidi e dei disturbi psico-sociologici negli over 65, tali ipotesi sono state sconfessate in tutto il mondo. Contrariamente a quanto si potesse pensare, sono proprio i più giovani, a livello globale, ad aver patito di più. Lo dimostra l’aumento (in genere del 30-40%) dei tentativi di suicidio nella fascia under30, dato che esplicita come le quarantene e le misure preventive abbiano esacerbato le condizioni di salute, fisica e mentale, di giovani e giovanissimi. Se ne parla in occasione del 22° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Psicogeriatria – AIP, che si è aperto oggi al Palazzo degli Affari a Firenze alla presenza di circa 800 specialisti. “Purtroppo in Italia non esistono ricerche che affrontino tale problema, ma basterebbe citare i dati dello stesso Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, tra i primi a segnalare l’aumento dei tentativi di suicidio (+30-40%) nella sua utenza under18”, spiega Diego De Leo, Presidente eletto AIP nonché professore emerito di Psichiatria presso la Griffith University a Brisbane, Australia. “Tra gli agenti, prevalgono i soggetti femminili, tendenza ormai comune ma che si è rafforzata proprio negli ultimi anni. Stando invece ai dati 2020 degli Stati Uniti e dell’Australia, si evidenzia una diminuzione del numero totale dei suicidi e di accessi al pronto soccorso per tali ragioni negli anziani. Non solo, per il 2020 si è notato anche un decremento della mortalità generale per tutte le cause, tanto in Australia quanto in Danimarca e in Nuova Zelanda”, sottolinea.
Mettendo a confronto le due differenti generazioni, se per i giovani si può parlare di 100 tentativi per un effettivo suicidio, per gli anziani sono due tentativi per ogni morte effettiva. “Tale proporzione, che si dimostra valida anche in Italia, evidenzia come i tentativi degli anziani si rivelano come atti premeditati e spesso ben studiati, che raramente lasciano spazio ad errori, mentre tra i più giovani sono frutto di varie condizioni motivazionali e di reazioni emotive spesso impulsive che non sempre corrispondono a un effettivo desiderio di morte ma contemplano invece la necessità di uno sfogo emozionale, soprattutto di rabbia, disappunto e avversione”.

“La solitudine è una compagna drammatica della terza età – dichiara il Prof. Marco Trabucchi, Presidente dell’Associazione Italiana Psicogeriatria (AIP) – È un fenomeno sempre più frequente a causa dei moderni stili di vita: tra gli over 75, colpisce circa il 20% della popolazione, pur con notevoli variazioni tra città/campagna e Nord/Sud. È un fenomeno rilevantissimo per la salute, che può avere conseguenze tanto di tipo clinico quanto psicologico, con un maggior rischio di ammalarsi, di andare verso una forma di demenza, di avere una vita più breve. Inoltre, la solitudine rende la persona incapace di resilienza, ossia di mettere in funzione le risposte adeguate rispetto ad eventi negativi che andrebbero affrontati e superati, ma finiscono per provocare un peggioramento delle condizioni cliniche dell’individuo”.


Fonte: askanews.it

Italia fra i Paesi con più alto tasso in EU. A Sorrento congresso SIP

Negli ultimi quattro decenni, il numero di bambini e adolescenti con obesità è aumentato di oltre dieci volte. In 40 anni (dal 1975 al 2016) bambini e adolescenti obesi sono passati da 5 a 50 milioni tra le femmine e da 6 a 74 milioni tra i maschi (Nature Metabolisme 2020). In totale oggi si contano circa 120 milioni di bambini e adolescenti obesi nel mondo. Un problema particolarmente rilevante per la salute futura se si considera che il 40% dei bambini obesi diventeranno adolescenti obesi, e che l’80% degli adolescenti obesi saranno adulti obesi. I pediatri, riuniti a Sorrento al 77° Congresso Italiano di Pediatria, tornano a lanciare l’allarme su una delle sfide più rilevanti per la salute pubblica del nostro secolo.
In Italia, uno dei Paesi europei con il più alto tasso di prevalenza dell’obesità infantile, preceduta solo da Cipro, Spagna e Grecia, i bimbi con obesità sono il 9,4% del totale e quelli in sovrappeso circa il 20%. E la pandemia non ha fatto che peggiorare la situazione, a causa della sospensione delle attività sportive e del maggior consumo di alimenti calorici. Secondo una survey condotta nel 2020 ad aver mangiato peggio, ossia di più e cibi meno sani, sono stati proprio i bambini e gli adolescenti di età compresa tra 12 e 18 anni.

“L’obesità – spiega la Presidente della Società italiana di pediatria, Annamaria Staiano – è un modello precursore di malattie croniche che il Servizio Sanitario Nazionale deve affrontare in epoche successive della vita. Occorre investire sulla prevenzione di questa emergenza sociale e delle sue complicanze. Sono infatti in aumento anche le malattie correlate, tra cui il diabete di tipo 2, in crescita tra i bambini e che paradossalmente in passato veniva chiamato diabete dell’adulto”. 
Sana alimentazione, attività fisica e sonno corretto sono le strategie più utili secondo i pediatri per contrastare quella che è una vera e propria epidemia. In particolare, il focus è sulla dieta mediterranea che, come ricorda la Presidente Sip, “è riconosciuta come patrimonio dell’Unesco”. “Abbiamo questo patrimonio, cerchiamo di usarlo. Sollecitiamo le mamme ad usare prodotti quanto meno raffinati possibili: ritorniamo a una dieta del passato, sana, ricca di cereali, carboidrati complessi, che danno sazietà al bambino, senza ricorrere invece a prodotti che hanno una quantità enorme di zuccheri semplici, come succhi di frutta e bevande zuccherate, che favoriscono l’insorgenza di obesità. E’ poi importante mangiare frutta, verdura, pesce, carne bianca e raramente quella rossa, usare come condimento l’olio d’oliva e limitare l’uso, se possibile evitarlo proprio, di scatolame e alimenti conservati, perché si sta osservando che gli additivi alimentari e gli emulsionanti contribuiscono all’infiammazione cronica dei tessuti, fattori di rischio per l’insorgenza di diabete e malattie infiammatorie croniche intestinali”.

Fonte: askanews.it
 

In collaborazione con ANDeA

AbbVie lancia ‘Dermatite Atopica – Rimettiti in Gioco’, una campagna di informazione e sensibilizzazione realizzata in collaborazione con l’associazione dei pazienti con dermatite atopica, ANDeA. L’iniziativa comprende una nuova sezione del sito www.vicinidipelle.it dedicata a questa patologia, contenente utili informazioni, oltre a una serie di strumenti che consentono al paziente di contattare il centro dermatologico più vicino al proprio domicilio e prepararsi alla visita specialistica. Per partecipare attivamente è possibile seguire i canali Facebook e Instagram Vicini di Pelle.

La dermatite atopica è una patologia infiammatoria cronica della pelle che nel mondo colpisce il 10 per cento degli adulti e il 25 per cento dei bambini, causando un forte impatto sulla qualità di vita delle persone. Non sono ancora note le cause scatenanti, tuttavia si ritiene siano coinvolti fattori genetici e ambientali. Inoltre, la familiarità sembra giocare un ruolo chiave: almeno il 40 per cento dei pazienti ha una storia familiare di malattia.

“Si tratta di una malattia caratterizzata da un decorso cronico-recidivante e dalla presenza costante o intermittente del sintomo del prurito che genera nel paziente un profondo disagio, imbarazzo e frustrazione”, sottolinea il prof. Paolo Amerio, direttore della Clinica Dermatologica di Chieti. “In questo contesto – prosegue lo specialista – il ruolo del dermatologo risulta determinante poiché è la figura di riferimento in grado di inserire il paziente nel percorso di cura più appropriato”.

Sul sito www.vicinidipelle.it il paziente può scegliere di effettuare un test di autovalutazione che consente di comprendere al meglio l’impatto della dermatite atopica sulla propria vita quotidiana, identificare i propri obiettivi e delineare il proprio piano d’azione. Infine, vengono messi a disposizione due brevi tutorial che consentono di arrivare preparati all’appuntamento con il medico. Come altre patologie croniche infiammatorie, la dermatite atopica può colpire persone giovani, nel pieno dell’attività scolastica o lavorativa – evidenzia Mario Picozza, presidente di ANDeA, associazione nazionale dermatite atopica – la nostra associazione è impegnata insieme alla comunità scientifica affinché le istituzioni riconoscano l’elevato impatto di questa patologia e lavorino insieme a noi e ai medici con l’obiettivo comune di migliorare la qualità di vita di chi soffre”.

“Abbiamo deciso di lanciare questa iniziativa dopo aver ascoltato le esigenze delle persone colpite da questa patologia” – sottolinea Fabrizio Greco, amministratore delegato di AbbVie Italia -. Da anni siamo impegnati insieme alla comunità scientifica e dei pazienti nel miglioramento della qualità di vita delle persone affette da patologie croniche autoimmuni e questa iniziativa rappresenta una nuova sfida al loro fianco”.


Fonte: askanews.it

Siprec: promuovere sport e attività fisica

Giovani italiani sempre più preda di fumo, sedentarietà, obesità, scorretta alimentazione. Questo il quadro che emerge dai dati raccolti di diverse ricerche scientifiche esaminate dalla Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare – SIPREC. Alla luce di questa analisi, aggravata dalle tendenze favorite dalla pandemia, assume ancor più rilievo la Seconda Giornata Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare, promossa e organizzata dalla SIPREC per il 13 maggio 2022 per stimolare tutta la popolazione, a partire dai più giovani, a recuperare un sano stile di vita.

Nonostante le limitazioni imposte dalle leggi negli ultimi anni, l’Italia mantiene dati preoccupanti in merito al fumo di tabacco, con i più giovani che ancora non sono dissuasi dai messaggi che ne rendono note le conseguenze per l’organismo. “Il fumo provoca danni non solo ai polmoni, ma anche a livello cardiovascolare, con rischio di coronaropatie, che possono generare un infarto in fasi successive – sottolinea Francesco Perone, membro del board SIPREC Young – . Tra i dati di letteratura più allarmanti che riguardano l’Italia, vi è uno studio pubblicato il 31 Maggio 2021 dall’Istituto Superiore Sanità in collaborazione con l’Istituto Farmacologico Mario Negri: tra i 14 e i 17 anni, il 37,5% dei giovani ha già avuto contatto con il fumo di tabacco. Nel 2019, la ‘European School Survey Project on alcohol and other drugs’ sugli studenti europei di 15-16 anni ha rilevato che l’Italia è il Paese con la più alta percentuale di coloro che dichiarano di aver fumato sigarette nel corso della loro vita. La ‘Global Youth Tobacco Survey’ del 2018, su ragazzi di 13-15 anni, ha poi rilevato che nel 50% dei giovani intervistati, i genitori avevano fumato la settimana precedente in casa. Se il ruolo della famiglia è fondamentale, altrettanto si può dire per i media: alla domanda ‘se negli ultimi 30 giorni i ragazzi avessero sentito messaggi contro il fumo’ si nota che nel 2010 il 92% dichiarava di aver sentito messaggi in radio, TV, internet, giornali e film, mentre nel 2018 passiamo al 51%. Dati che dimostrano l’importanza di recuperare l’attenzione sul tema”.

Sulla sedentarietà i dati allarmanti arrivano direttamente dall’OMS: nel 2019 uno studio sul periodo 2001-2016 relativo agli adolescenti tra 11 e 17 anni denotava che a livello mondiale l’80% non raggiungeva livelli di attività fisica raccomandati. “Per l’Italia si parlava dell’88,6% di adolescenti che non svolge adeguata attività fisica – evidenzia Perone – Lo studio ‘Health behaviourin school-aged children’ del 2018 sui ragazzi italiani tra 11 e 15 anni rileva che solo uno su dieci raggiunge il target fissato dall’OMS di almeno 60 minuti di attività motoria moderata/intensa quotidiana. Inoltre, quasi il 50% dei ragazzi oltrepassa il limite indicato di 2 ore quotidiane davanti a uno schermo televisivo; dato che arriva al 70% durante il weekend. Per PC e tablet il dato si attesta al 40%, arrivando al 50% nel weekend. Questi dati pongono un problema di un’elevata inattività fisica. I rischi legati a questi comportamenti non salutari aumentano la mortalità a lungo termine”. “Sempre lo studio ‘Health behaviour in school-aged children’ si raccomanda di non saltare la prima colazione: una cattiva abitudine che può ridurre la capacità di concentrazione e di apprendimento, oltre che indurre a consumare snack nelle ore successive. Ciononostante, ben 1 adolescente su 4 non consuma mai il primo pasto della giornata – spiega Perone -. Delle consigliate 5 porzioni quotidiane di frutta e verdura, solo il 16,9% dichiara di consumarne più porzioni di frutta, mentre si arriva al 13% per la verdura. Per quanto riguarda grassi e zuccheri solo il 14% dichiara di non consumare bibite, mentre complessivamente il 27,5% consuma dolci dai 2 ai 4 giorni a settimana”. Questi dati inducono la SIPREC a intervenire su un’opera di sensibilizzazione più incisiva. “L’approccio per una corretta prevenzione cardiovascolare può apparire quasi banale – evidenzia il Prof. Massimo Volpe, Presidente SIPREC – Le priorità sono mangiare sano, fare attività fisica, evitare una vita sedentaria, non fumare, tenere bassi i livelli della pressione arteriosa, del colesterolo, evitare di sviluppare il diabete. Questo stile di vita deve essere implementato regolarmente e spesso viene sottovalutato, ma proprio partendo da queste misure si può salvare la vita, visto che le malattie cardiovascolari restano la prima causa di decessi e una delle prime cause di ospedalizzazione”. Proprio per questo, in occasione della Seconda Giornata per la Prevenzione Cardiovascolare sarà dedicata una particolare attenzione allo sport come stimolo ai giovani. “L’attività fisica notoriamente è antagonista delle malattie cardiovascolari, in quanto determina una vasodilatazione, una riduzione della pressione arteriosa, fornisce i meccanismi di prevenzione dell’ischemia acuta, nonché un’attitudine delle persone a stili di vita più salutari e una migliore condizione psico-fisica. È opportuno che l’attività fisica sia fatta con costanza e metodo. Per questo abbiamo voluto dare spazio a questa sinergia, prevenzione cardiovascolare e sport” aggiunge Volpe.


Fonte: askanews.it

Esperti Italiani e Internazionali a Congresso alla Federico II

Ogni giorno in tutto il mondo vengono contratte più di 1 milione di infezioni a trasmissione sessuale, per un’incidenza annua di 340 milioni di casi nei soggetti appartenenti alla fascia di età 15-49 anni. In Italia, dove le Malattie Trasmesse Sessualmente (MTS) sono monitorate dal Sistema di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità, sono segnalati circa nuovi 4 mila casi ogni anno. Dal 1991 il Sistema di sorveglianza ha segnalato un totale di 140.874 nuovi casi, ma mentre il numero è rimasto stabile fino al 2004, dal 2005 le segnalazioni hanno subito un incremento pari al 41,8% rispetto al periodo 1991-2004.

È quanto emerso nel corso del Congresso “Il Nuovo volto della Dermatologia 4.0”, promosso dall’Università di Napoli Federico II. L’evento scientifico, presieduto dalla Professoressa Gabriella Fabbrocini, direttore dell’UOC di Dermatologia Clinica dell’Università, e dai vicepresidenti Prof. Massimiliano Scalvenzi e il Prof. Cataldo Patruno, ha visto la partecipazione di esperti della dermatologia da tutta Italia, oltre 70 relatori nazionali e ospiti di fama internazionale, che si sono confrontati sulle principali tematiche legate alle patologie dermatologiche, tra cui le micosi cutanee ed infezioni sessualmente trasmissibili.

“I motivi della maggiore incidenza delle infezioni trasmesse sessualmente sono molteplici e complessi – spiega Fabbrocini, direttrice dell’UOC di Dermatologia Clinica dell’Università di Napoli Federico II – non ultimo la maggiore mobilità delle popolazioni, che contribuisce ad una più rapida diffusione mondiale di agenti infettivi. La prevenzione è fondamentale, soprattutto nell’età adolescenziale, per ridurre il rischio di contrarre patologie quali sifilide, infezione da HIV e condilomatosi. È necessario favorire la prevenzione nelle scuole, sensibilizzando i giovani a corretti stili di vita e a corrette abitudini comportamentali e relazionali, migliorando il grado di conoscenza delle infezioni trasmissibili sessualmente”.
Non solo l’HIV. Le infezioni e patologie trasmesse sessualmente sono circa trenta, rappresentano uno dei più seri problemi di salute pubblica in tutto il mondo e il loro trend è in costante e progressivo aumento. Tra le più comuni clamidia, gonorrea, sifilide, condilomi anogenitali e herpes genitale. Malattie la cui incidenza continua a crescere interessando in particolare i giovanissimi tra i 15 e i 24 anni e le donne. Alcune Malattie Trasmesse Sessualmente impiegano tempi lunghi di comparsa dopo il contagio, come l’infezione da Papillomavirus HPV o quella da HIV. Altre invece hanno tempi di incubazione brevi, come la gonorrea o la sifilide ed è facile, se vengono riconosciute, curarle tempestivamente. La cura tempestiva è molto importante, perché riduce l’infettività del paziente e limita i contagi. Purtroppo, molte di queste infezioni tendono a ricomparire nello stesso soggetto (recidive) oppure, specialmente quelle asintomatiche o che si manifestano con sintomi non ben definiti, tendono frequentemente a non essere diagnosticate o ad essere scambiate per altre malattie. Sono queste le ragioni che rendono molto facile la loro diffusione e l’istaurarsi delle complicazioni. Un’altra caratteristica di queste infezioni è quella di mostrare una maggiore diffusione in gruppi di popolazione con una maggiore frequenza di comportamenti sessuali, in particolare gli adolescenti e i giovani adulti. Queste infezioni, inoltre, colpiscono di più gli individui con una maggiore suscettibilità biologica ad esse e tendono a interessare maggiormente soggetti che hanno un apparato genitale più complesso ed esteso, come le donne, e dove i patogeni hanno una probabilità maggiore di stabilirsi.

Attualmente, malattie come la sifilide, la gonorrea e il linfogranuloma venereo, che a partire dagli anni Settanta e fino al 2000 avevano mostrato una diminuzione tale dei casi da essere sul punto di scomparire sia negli Stati Uniti che in Europa Occidentale, mostrano in Europa e in parte anche in Italia, un aumento improvviso della loro incidenza, soprattutto nelle grandi città metropolitane.

“Queste attuali nuove emergenze – continua la prof.ssa Fabbrocini – sono state attribuite a repentini cambiamenti di comportamenti sessuali nelle popolazioni, come un sempre maggior ricorso a pratiche sessuali a rischio ed un sempre minor uso del preservativo, anche tra gli individui con infezione da HIV nota. Il controllo e la prevenzione delle MTS rappresentano oggi obiettivi di salute pubblica prioritari, viste anche le numerose complicazioni che queste infezioni possono provocare all’apparato riproduttivo maschile e femminile”.


Fonte: askanews.it

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